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BARI, I GRUPPI ORGANIZZATI IN PIAZZA L’8 DICEMBRE CONTRO LA MULTIPROPRIETA’

In parallelo all’esonero di Fabio Caserta (al suo posto, pronto il ritorno di Vivarini), arriva un segnale forte di malcontento dalla Curva Nord, che ha deciso di scendere in piazza. Sulla pagina ufficiale dei Seguaci della Nord – poi rilanciata dagli altri gruppi organizzati – è comparso l’annuncio di una manifestazione prevista per l’8 dicembre in Piazza Prefettura, alle ore 11. Al centro, una parola che sintetizza lo stato d’animo della tifoseria: “Liberatici”. A corredo, un messaggio diretto e senza zone d’ombra: “Nessuna scusante, tutti in piazza contro la multiproprietà. Uniti, decisi e compatti contro questa società”. L’appello rappresenta più di una semplice protesta: è la conferma di una rottura ormai profonda, un rapporto con la proprietà arrivato a un punto che molti considerano irreversibile.

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BARI, CASERTA SOLLEVATO DALL’INCARICO

SSC Bari comunica di aver sollevato Fabio Caserta dall’incarico di allenatore responsabile della Prima Squadra e con lui i collaboratori Salvatore Accursi, Luigi Viola e Aldo Reale.

La Società ringrazia il tecnico calabrese e il suo staff per la professionalità e la dedizione dimostrati in questi mesi, augurando agli stessi le migliori fortune umane e professionali.

Fonte sscbari

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BARI, ALLENAMENTO VIGILATO DAI CARABINIERI E AMMENDA DI TREMILA EURO ALLA SOCIETA’

Martedì intenso in casa Bari, con la squadra ormai immersa nella preparazione della gara di sabato (ore 15) sul prato del Carlo Castellani – Computer Gross Arena di Empoli. Una sfida valevole per la quattordicesima giornata che apre un mini–ciclo tutt’altro che semplice: due impegni esterni nel giro di cinque giorni e, subito dopo, l’incrocio ad alta tensione del 4 dicembre contro la Juve Stabia, recupero della decima giornata. Su quella partita pesa la decisione del prefetto di Napoli, che ha imposto lo stop alla vendita dei tagliandi ai tifosi residenti nella provincia di Bari. Nel frattempo è arrivata anche una sanzione economica: tre mila euro di multa alla SSC Bari per il lancio in campo di tre fumogeni da parte di alcuni sostenitori durante l’ultimo incontro.

E nonostante l’aria rarefatta che si respira attorno alla squadra – con l’allenamento praticamente ignorato anche da quei pochi appassionati che di solito fanno capolino nei pressi dell’antistadio durante le sedute più delicate – la ripresa delle attività è avvenuta sotto uno sguardo tutt’altro che distratto. Una pattuglia dei Carabinieri, infatti, ha vigilato sull’allenamento di Vicari e dei suoi compagni, presenza silenziosa ma evidente in un clima già appesantito dall’indifferenza della piazza.

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BARI, IL PROGRAMMA FINO AL 24 GENNAIO

La Lega B ha reso noti anticipi, posticipi e orari gare dalla 19a alla 21a giornata di campionato: la ripresa post sosta invernale fissata per il 10 gennaio a Carrara.

 

Ecco il calendario dei biancorossi:

 

 

 

14a Giornata

EMPOLI-BARI

Sabato 29.11.25, ore 15:00

 

Rec. 10a Giornata

JUVE STABIA-BARI

Giovedì 04.12.25, ore 19:30

 

15a Giornata

BARI-PESCARA

Lunedì 08.12.25, ore 17:15

 

16a Giornata

SUDTIROL-BARI

Sabato 13.12.25, ore 15:00

 

17a Giornata

BARI-CATANZARO

Venerdì 19.12.25, ore 20:30

 

18a Giornata

BARI-AVELLINO

Sabato 27.12.25, ore 19:30

 

19a Giornata

CARRARESE-BARI

Sabato 10.01.26, ore 15:00

 

20a Giornata

BARI-JUVE STABIA

Sabato 17.01.26, ore 19:30

21a Giornata

CESENA-BARI

Sabato 24.01.26, ore 15:00

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BARI, IL CALCIO RIDOTTO A SOPRAVVIVENZA: IL VERO TRADIMENTO E’ L’INDIFFERENZA

di Pierpaolo Paterno

C’è un momento in cui una città smette di illudersi e apre gli occhi. A Bari quel momento è arrivato: il calcio non sta crollando, è già crollato. Non è un lento declino, è un decesso certificato. E quello che ferisce davvero non è la debolezza della squadra, ma il gelo assoluto di chi dovrebbe guidarla. Una società che si chiude nel silenzio, che evita di assumersi responsabilità, che si comporta come se tutto questo non la riguardasse.

La scena più dolorosa l’hanno offerta i tifosi. Quelli che non mollano mai, quelli che hanno sopportato anni di delusioni, ieri erano stanchi al punto da non trovare nemmeno la rabbia. Ed è terribile che una piazza così viva venga portata all’apatia, come se fosse normale accettare una squadra spenta, una dirigenza fantasma e un progetto che non esiste. Il punto è che Bari, oggi, sembra trattata come un obbligo da gestire il minimo indispensabile. Una seconda squadra nel senso più crudele del termine: non l’alternativa, ma il ripiego. Bari come investimento collaterale, la casella da non lasciare vuota. E questo traspare da tutto: dalla comunicazione inesistente, dalla presenza pubblica rasente lo zero, da un presidente che non rappresenta, non spiega, non dialoga. Vedere tanto distacco fa capire quanto enorme fosse la differenza con chi, in passato, questa maglia l’ha protetta come fosse parte di sé.

Il campo, poi, completa l’opera. La sfida contro il Frosinone non è stata solo una brutta partita. E’ stata l’immagine tecnica di un fallimento. Una squadra incapace di costruire, di reagire, persino di opporsi. Subire quasi trenta conclusioni non è un dettaglio statistico, ma il simbolo di un gruppo senza anima, senza struttura, senza un minimo di orgoglio professionale. A osservare certi interpreti, torna alla mente chi quella maglia la onorava davvero, e il confronto è impietoso.

Anche a livello dirigenziale, il quadro è grigio. Le figure chiamate a costruire e gestire la squadra sembrano spaesate, come se svolgessero un compito che non sentono proprio. L’impressione è che tutto sia impostato al ribasso. Non crescere, non competere, non disturbare. Basta rimanere lì, nella zona medio bassa della classifica, senza disturbare il piano principale della proprietà. Una filosofia piatta, che produce quello che si vede ogni settimana. Cioè, una rosa assortita male, un progetto inesistente, una barca che galleggia senza una rotta. E allora sì, ciò che fa più male non è perdere una partita. È capire che, per chi comanda, tutto questo va bene così. E questo è il vero tradimento verso la storia biancorossa.

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CASERTA SPIEGA IL BARI IN CADUTA: MANCA L’EQUILIBRIO, IN DIFFICOLTA’ AL PRIMO EVENTO NEGATIVO

BARI – Dopo una serata che ha lasciato il Bari in mezzo alle macerie del proprio gioco, arriva il momento di ascoltare Fabio Caserta. Le sue decisioni – tra letture tattiche sbagliate e scelte tecniche che hanno disorientato la squadra – hanno inciso pesantemente sull’andamento della partita. Nel post gara il tecnico prova a fare chiarezza, assumendosi responsabilità e cercando di ricomporre un quadro che, oggi, appare confuso e fragile: “Abbiamo concesso troppe occasioni. Soprattutto nel primo tempo, abbiamo sbagliato tanto. Dipende da come si mettono le partite. Il Frosinone soffriva gli inserimenti senza palla. Perciò ho messo due centrali in mezzo. Quando i loro esterni ti puntano, diventa difficile contenerli. All’evento negativo, andiamo in difficoltà. Non dobbiamo fare quello che abbiamo fatto nel primo tempo”.

Il tecnico entra poi nel dettaglio delle scelte iniziali, chiarendo alcuni cambi rimasti poco comprensibili: “Il ritardo? A fine partita mi soffermo con i miei collaboratori per analizzare la partita. Ho messo Vicari e Meroni per avere più equilibrio”, dice spiegando l’esclusione di Pucino. Caserta rivendica anche l’idea di puntare su Antonucci come esterno, ricordando le buone sensazioni delle ultime uscite, ma ammette che il contesto era ben diverso: “Non sottovaluto mai l’avversario. Ho messo Antonucci perché aveva fatto bene a Reggio Emilia come esterno. Ma aveva di fronte i migliori attaccanti esterni della B. Nel secondo tempo abbiamo cambiato. Siamo passati al 4-4-2. Ho cambiato, ma non è servito. Potevamo pareggiare con Maggiore alla fine”.

Poi affronta la gestione dell’attacco, alternato senza trovare la soluzione giusta: “Ho messo Partipilo perché può fare la seconda punta. Non ha beccato una giornata positiva. Poi, con Cerri volevo un attacco più strutturato. Dobbiamo fare qualcosa in più”. Il refrain torna sulle solite lacune, che continuano a presentarsi come un copione ormai noto: “Cerchiamo di limare le cose negative. In alcuni momenti ci riusciamo. In altri no. I ragazzi lavorano sodo in settimana. Poi, in partita emergono i limiti e siamo altalenanti. Il sistema di gioco è relativo. Quando prendi tanti gol non è solo colpa della difesa. Tutti devono dare di più. Possiamo e dobbiamo fare qualcosa di più. Serve l’equilibrio giusto”.

foto sscbari

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POST GARA / BARI ALLO SBANDO: PAROLE AMARE DI ANTONUCCI E RAO

BARI – È una serata da dimenticare per il Bari, travolto da un Frosinone padrone assoluto del campo. I ciociari impongono ritmo, idee e personalità, mentre i biancorossi si perdono senza riuscire a trovare un filo logico al proprio gioco. Gli errori – tecnici e tattici – si susseguono, e il clima resta pesante anche dopo il triplice fischio, dentro uno spogliatoio scosso dall’ennesima caduta.

Nel post gara, Mirko Antonucci si presenta in sala stampa visibilmente provato. Racconta le difficoltà avute nel duello con Ghedjemis e sottolinea di aver comunque provato a dare il massimo: “Ho fatto fatica a prendere le misure a Ghedjemis. Ma, nel complesso, penso di aver fatto una buona partita. Dobbiamo dare tutti di più e continuare a spingere in allenamento per portare a casa i risultati”.

Il quadro non migliora osservando il resto della prestazione. La difesa non regge, e l’esterno biancorosso ammette le mancanze collettive, pur annotando che anche il Frosinone ha lasciato qualche spazio: “Ci è mancato il blocco squadra. Ma anche il Frosinone ha subito qualcosa”. Messo in difficoltà dal suo diretto avversario, ribadisce comunque la volontà di crescere: “Devo migliorare la fase di non possesso. Penso di non aver fatto così male, anche se ho sofferto quando puntato”. Poi guarda avanti: “Sabato si va ad Empoli e cercheremo di vincere – continua Antonucci -. Venivamo da sette punti in tre partite. Il campo, tuttavia, è giudice. E se le prestazioni non convincono, non si può fare altro che lavorare”.

Nel finale prende la parola anche Emanuele Rao, entrato in un frangente delicato della gara. Spiega di aver provato a dare una mano alla squadra e accoglie con lucidità la reazione del pubblico: “Ho provato ad aiutare i compagni. Siamo stati sfortunati. I fischi dei tifosi? Li accettiamo. L’umore non è bello. C’è solo da cambiare rotta”.

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BARI IN GINOCCHIO: GLI ERRORI TATTICI E TECNICI SPIANANO LA STRADA AL FROSINONE

Bari-Frosinone 2-3

BARI (3-5-2): Cerofolini, Meroni, Vicari (35’ st Cerri), Nikolaou, Dickmann, Pagano (17’ st Maggiore), Verreth, Castrovilli (35’ st Braunoder), Antonucci (17’ st Rao), Moncini, Gytkjaer (1’ st Partipilo). A disp.: Pissardo, Burgio, Bellomo, Kassama, Pucino, Mane. All. F. Caserta.

FROSINONE (4-3-3): Palmisani, Calvani, Ghedjemis, Koutsoupias, Raimondo (40’ st Zilli), Calò (40’ st F. Gelli), Kvernadze (20’ st Corrado), Oyono Ant., Monterisi, Bracaglia (30’ st Cittadini), Kone (30’ st Cichella). A disp.: Sherri, Pisseri, Marchizza, Gelli Jac., Grosso, Oyono Jer., Vergani. All. M. Alvini.

ARBITRO: Perri di Roma 1.

RETI: 12’ pt Raimondo; 21’ pt Verreth; 27’ pt Bracaglia; 42’ pt Ghedjemis; 48’ pt Castrovilli.

NOTE: Rec. 4’ pt. e 6’ st.

di Pierpaolo Paterno

BARI – Gol senza punti per il Bari che alza bandiera bianca di fronte ad un Frosinone organizzato e concreto. Biancorossi costretti a rincorrere la vena realizzativa del migliore attacco della B che ne rifila tre alla squadra di Caserta a cui non bastano i tentativi di riprendere il match con Verreth e Castrovilli. Troppa la differenza tecnica e tattica tra le due squadre. Imbarazzante la fase difensiva dei Galletti, messi in ginocchio dagli esterni ciociari. Un’altra partita da dimenticare sul piano del gioco e delle scelte degli uomini.

Caserta torna al 3-5-2 e decide di rischiare dal primo minuto il capitano Francesco Vicari, assente dal campo di gioco dal lontano 27 settembre. Un accreditamento di fiducia vista la latitanza da una partita vera che dimostra, tuttavia, quanto sia necessario affidarsi a uomini esperti in una retroguardia che sinora ha palesato tanti limiti tecnici e caratteriali. Al fianco di Vicari giocano Meroni e Nikolaou. Centrocampo folto con Dickmann e Antonucci quinti sulle fasce. In mezzo, novità Pagano accanto a Verreth e Castrovilli. Davanti, scontato il tandem offensivo composto da Moncini e Gytkjaer. Frosinone a trazione anteriore con uno spregiudicato 4-3-3. Si gioca con un pallone rosso per ricordare la giornata contro la violenza sulle donne.

Buona la partenza dei biancorossi che, dopo 5’, si rendono pericolosi dalla parte di Palmisani con un cross di Castrovilli per Moncini che conclude sul fondo. E’ il preludio del gol che arriva dopo tre minuti grazie ad una imbucata di Pagano (spizzata in servizio di Gytkjaer) che supera la difesa alta, resiste alla marcatura diretta e supera il portiere. Esultanza sotto la Curva Nord smorzata però dalla revisione al Var che annulla la marcatura per fuorigioco. Decisione beffa perché il Frosinone ne approfitta e passa in vantaggio grazie ad una inzuccata di Raimondo che capitalizza una palla sull’esterno destro di Monterisi e con Meroni a guardare le stelle. Difensore barese che sventa su Kvernadze diretto a rete per il raddoppio. Gli ospiti prendono campo. Bari in grande difficoltà. Da rivedere un fallo di mani di un difensore laziale su tocco in area di Moncini. Per l’arbitro è solo punizione dal limite per il fallo di Kone. Ed è subito pareggio con Verreth che indovina un destro divino. Palla alle spalle di Palmisano. Si riparte dall’1-1. Secondo gol personale per l’ex bresciano, il primo al San Nicola. Il Bari risponde presente. Ma non c’è tempo per esultare perché il Frosinone torna in vantaggio dagli sviluppi di un calcio d’angolo. Facilissima la conclusione aerea di Bracaglia nel cuore della difesa di casa. Per il Bari tutto da rifare.

Uno squillo porta la firma di Antonucci. Tiro dalla distanza deviato in corner dal portiere. Ma è il Frosinone a sfiorare il tris (37’) con un tiro a giro in area – sempre in solitaria – di Koutsoupias. Pallone sul palo alla destra di Cerofolini. Sulla corsia di competenza di Antonucci, i biancorossi sono penetrabili con una facilità disarmante. Ghedjemis fa tutto ciò che vuole. Tutto troppo facile per gli ospiti che, ovviamente, segnano ancora proprio con Ghedjemis che recupera una palla facilissima tanto da fare secco Cerofolini. Fase difensiva barese a dir poco imbarazzante. Grottesco lo spostamento di Dickmann sulla fascia affidata inizialmente ad Antonucci. Decisione presa sul finire del primo tempo e con gli avversari sul 3-1. Ci sono anche quattro minuti da giocare. Il tempo necessario per consentire a Castrovilli di trovare il suo primo gol con la maglia del Bari liberandosi di Kone e perforando Palmisani nell’angolo lontano. Una esecuzione di potenza e qualità. Si va al riposo col Bari ritornato in partita. Molto, però, è da rivedere.

Caserta pensa all’attacco inserendo Partipilo accanto a Castrovilli dietro Moncini. Il sacrificato in avvio di ripresa è Gytkjaer. Dopo un quarto d’ora entrano anche Rao (gioca a destra) e Maggiore per Antonucci e Pagano. Superata la mezzora, tocca anche a Cerri e Braunoder. Escono Vicari e Castrovilli. Si passa al 3-4-1-2. Clamorosa e vana l’occasione capitata a Maggiore (40’). Palla sul fondo. Azione che manda in archivia un confronto pieno di pecche tattiche e tecniche da parte di un Bari piegato da un avversario cinico e dal peso specifico offensivo decisamente superiore. Ora due trasferte consecutive ad Empoli e a Castellammare di Stabia per il recupero della decima giornata.

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START ALLE 19.30 / BARI-FROSINONE, LE FORMAZIONI UFFICIALI: VICARI DAL PRIMO MINUTO

Fischio di inizio fissato per le 19.30 tra Bari e Frosinone che tra pochi minuti scenderanno in campo al San Nicola per la tredicesima giornata di serie B. Questi le formazioni e gli schieramenti iniziali delle squadre scelti da Fabio Caserta e Massimiliano Alvini:

Bari (3-5-2): Cerofolini, Meroni, Vicari (c), Nikolaou, Dickmann, Pagano, Verreth, Castrovilli, Antonucci, Moncini, Gytkjaer. A disp.: Pissardo, Burgio, Bellomo, Kassama, Rao, Maggiore, Partipilo, Pucino, Braunoder, Mane, Cerri. All. F. Caserta.

Frosinone (4-3-3): Palmisani, Calvani, Ghedjemis, Koutsoupias, Raimondo, Calò, Kvernadze, Oyono Ant., Monterisi, Bracaglia, Kone. A disp.: Sherri, Pisseri, Cittadini, Marchizza, Gelli Jac., Gelli Fra., Cichella, Grosso, Corrado, Oyono Jer., Zilli, Vergani. All. M. Alvini.

ARBITRO: Perri di Roma 1.

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BARI, MOMENTO VERITA’ CONTRO IL FROSINONE: CASERTA ALZA L’ASTICELLA E CHIEDE IDENTITA’

Alla vigilia di Bari-Frosinone, Fabio Caserta mette da parte i giri di parole e punta su personalità, maturità e coraggio. Parte da ciò che ha visto in allenamento. «Abbiamo lavorato tanto in queste due settimane… Mi aspetto un Bari aggressivo, propositivo, che abbia voglia di fare la partita». È l’idea guida della sua conferenza: un gruppo chiamato a prendere in mano il gioco, non a subirlo. La sosta, però, riapre un tema noto, quello delle ripartenze complicate. Caserta lo affronta senza attenuanti: «Cercheremo di invertire la rotta… Mi aspetto una maggiore maturità, più consapevolezza». L’invito è a fidarsi di sé, senza lasciarsi condizionare dagli inciampi. Il tecnico passa poi all’avversario, consapevole delle insidie. «Troveremo un avversario che sta facendo un ottimo campionato… bisogna concedere pochi spazi, soprattutto agli attaccanti». Il Frosinone arriva in grande ritmo e costringe il Bari a una prova di lucidità continua. Sul tema formazione, Caserta resta cauto, soprattutto su Vicari. «Francesco si è allenato molto bene… Dipende tanto dalla sua disponibilità». La difesa a quattro rimane una soluzione possibile, ma valutata a gara in corso. Una prudenza che conferma la volontà di non forzare scelte fisiche ancora delicate. A centrocampo, il continuo turnover viene rivendicato come una strategia precisa. «Non penalizzano l’identità… considero i centrocampisti tutti sullo stesso livello». Per l’allenatore, la differenza la fanno i cambi: “Possono alzare il livello e quando non incidono, i risultati ne risentono”.

Sul fronte infermeria, la situazione è abbastanza chiara. «Dorval non si è mai allenato con noi… Valuteremo oggi». Oltre a Darboe e Pereiro, tutti gli altri sono arruolabili. Caserta affronta poi il tema della crescita, individuale e collettiva. «La squadra deve crescere in tutte e due le fasi… Maggiore ha costruito la sua carriera negli inserimenti». Insiste sulla necessità di attaccare gli spazi e migliorare nella gestione della palla, come nella gara contro il Mantova. Non manca un passaggio su Nikolaou. «Ha fatto qualche errore che non ti aspetti… Ma sono momenti». Il tecnico conferma piena fiducia, sottolineando impegno e contributo nelle tante cose positive che il difensore porta in campo.

E arriva anche il capitolo Castrovilli, atteso a un salto di qualità. «Tutti noi ci aspettiamo di più… Deve spingere ancora di più». Caserta gli chiede più tiro, più verticalità e maggiore disciplina tattica.

Infine il cammino che attende il Bari: sette gare in trentacinque giorni, ma senza drammi. «La classifica resterà corta… Dobbiamo ragionare partita dopo partita». Il tecnico collega tutto a un concetto semplice: crescere, credere nel potenziale, restare consapevoli che il futuro dipende dal presente. Caserta chiude riportando ogni discorso all’essenza: identità, continuità, coraggio. Contro il Frosinone, il Bari è chiamato a mostrarli tutti.