di Pierpaolo Paterno
CARRARA – Alla fine resta solo il silenzio pesante di una serata che il Bari vorrebbe cancellare in fretta, ma che invece rischia di segnare il punto più basso della stagione. Lo 0-1 contro la Carrarese non è un incidente, né una sbandata isolata: è il riflesso fedele di una squadra che non trova più una via d’uscita, che inciampa sulle proprie paure e che sembra incapace di cambiare il corso di una stagione precipitata in un buco nero. La classifica si fa minacciosa, la fiducia evapora, il peso degli errori si moltiplica. E se in campo i biancorossi appaiono confusi, contratti e senza idee, fuori dal rettangolo resta tutto sulle spalle di chi deve guidarli. Vincenzo Vivarini vive l’ennesimo pomeriggio difficile, forse il più complicato della sua gestione, stretto tra una squadra che non risponde e una piazza che chiede risposte immediate. Perché la sconfitta del “Dei Marmi” non è solo un risultato: è un campanello d’allarme ormai assordante. Una gara senza slanci, senza coraggio, senza quella scintilla minima per riaprire la partita dopo il gol di Abiuso. E gli innesti dalla panchina non hanno portato né energia né cambiamento, lasciando la sensazione di un gruppo scarico e spaventato.
Al termine della partita, però, la parola passa al tecnico. Niente retorica, poco spazio alle attenuanti. Solo la lucidità amara di chi sa che il tempo stringe e che il Bari, così, rischia seriamente di crollare. Ecco cosa ha detto Vivarini dopo l’ennesima battuta d’arresto: “Guardo la prestazione. Ci sono situazioni dove dovevamo fare molto meglio. Ma nel primo tempo, eravamo consapevoli di avere la partita in mano, con un palleggio migliore del passato. Ho visto tempi giusti. Servire i vertici con positività. Abbiamo anche avuto sicurezza nella fase di non possesso. Siamo ripartiti nel secondo tempo con lo stesso piglio. Potevamo andare in vantaggio. Negativo il gol preso sul primo palo. Siamo stati leggeri. La reazione è stata dieci minuti di panico. Poi, abbiamo ripreso a macinare. Ma non siamo stati incisivi negli ultimi trenta metri. Pecca che vanifica tutto”. Avrà scambiato delle parole con De Laurentiis e Magalini, presenti al campo dei Marmi: “Penso alle cose del campo. Devo essere attento a quello che succede in campo. Il Bari ha lottato, combattuto. Una squadra viva. L’allenatore è sempre in discussione. Ho parlato col presidente. Sono cose nostre”. Dopo il gol di Abiuso, sono arrivati altri interventi salva porta di Cerofolini: “Castrovilli ha avuto un problema all’adduttore. Perciò l’ho cambiato. La squadra da’ tutto sotto l’aspetto caratteriale. Al momento negativo, crolla il mondo addosso. L’importante è rimanere sempre sul pezzo. Oggi ci è andata bene, perché potevamo prendere altri gol. Si è cercato il pareggio in tutti i modi. Lo spirito è giusto. Dobbiamo essere solo più forti nelle difficoltà”. Il gruppo va rifondato: “Il discorso è importante. Io ne sono cosciente da quando sono arrivato. E’ tutta una guerra. Devo essere solo concentrato a lavorare bene sul campo. La classifica è preoccupante. Non voglio entrare in altri discorsi”.