Sudtirol-Bari 0-0
SUDTIROL (3-5-2): Adamonis, El Kaouakibi, Pietrangeli, Veseli, Molina, Frigerio (37’ st Tait), Tronchin, Casiraghi (40’ st Crnigaj), Davi S., Merkaj, Pecorino (40’ st Odogwu). A disp.: Borra, Theiner, Mancini, Martini, Zedadka, Tonin, Sabatini, Tait, Davi F., Brik, Verdi. All. F. Castori.
BARI (4-3-1-2): Cerofolini, Mantovani (12’ st Dickmann), Odenthal, Nikolaou, Dorval, Braunoder (39’ st Cuni), Maggiore (1’ st Verreth), Piscopo, Pagano (23’ st Gytkjaer), Moncini, Rao (39’ st Artioli). A disp.: Pissardo, Bellomo, Esteves, Pucino, Mane, Stabile, De Pieri. All. M. Longo.
ARBITRO: La Penna di Roma 1.
RETI:
NOTE: Rec. 1’ pt. e 6’ st.
di Pierpaolo Paterno
BOLZANO – A 22 anni di distanza del playout perso a Venezia, il Bari conosce la retrocessione in C sul campo non andando oltre lo 0-0 sul campo del Sudtirol. Stesso risultato del match di andata di sette giorni fa che condanna la formazione di Longo ad abbandonare il campionato di B dopo quattro anni di cadetteria conditi da due spareggi salvezza, una finale playoff persa ed una mediocre permanenza nella scorsa stagione. Un epilogo tra le lacrime per i calciatori biancorossi. Un fallimento totale per la Filmauro e tutta la dirigenza della Ssc Bari. Il riassunto di un’annata vergognosa in cui a salvarsi sono solo i tifosi (presenti in oltre 600 anche al Druso). Gravissimi anche gli errori tecnici, tattici e gestionali di Moreno Longo. A sprofondare nel baratro è il calcio, lo sport e tutto l’indotto socio-economico e politico della seconda città d’Italia più importante del Sud. L’unica speranza è che gli artefici di questo disastro possano sparire prima possibile, non prima però di averci messo la faccia per ammettere colpe e responsabilità di un lavoro indegno.
LA FORMAZIONE INIZIALE – La scelta di Moreno Longo racconta chiaramente il tipo di partita che il Bari vuole giocare al “Druso”: squadra offensiva, ma senza perdere equilibrio. Il tecnico biancorosso conferma il 4-3-1-2 già visto all’andata, cambiando però un tassello importante in mezzo al campo con l’inserimento di Braunoder al posto di Esteves.
In porta c’è naturalmente Michele Cerofolini, uno dei più continui nelle ultime settimane, protetto dalla linea difensiva composta da Mantovani, Odenthal, Nikolaou e Dorval. Mantovani, capitano, avrà il compito di guidare il reparto soprattutto dal punto di vista caratteriale, mentre Odenthal e Nikolaou formano una coppia fisica pensata per reggere l’urto del gioco diretto del Südtirol. Dorval, invece, sarà fondamentale per garantire spinta e profondità sulla corsia sinistra.
A centrocampo, la novità Braunoder aggiunge corsa, intensità e maggiore copertura preventiva. Longo evidentemente vuole più dinamismo e aggressività nel recupero palla, considerando che al Bari serve vincere obbligatoriamente per salvarsi. Accanto all’austriaco ci sono Maggiore, chiamato a dare qualità ed esperienza, e Piscopo, elemento utile per gli inserimenti e per collegare i reparti.
Dietro le punte agisce Pagano, confermato trequartista. È la scelta che certifica la volontà di Longo di giocare tra le linee, cercando superiorità tecnica e rifinitura negli ultimi trenta metri. Il giovane centrocampista dovrà accendere la manovra e innescare le due punte.
Davanti ancora fiducia a Moncini e Rao. Il primo rappresenta il riferimento fisico e d’area, il secondo invece garantisce velocità, strappi e profondità. Una coppia complementare, pensata per alternare gioco diretto e attacco della profondità contro la difesa di Castori.
LA PARTITA – Le prime occasioni importanti le crea il Sudtirol intorno al quarto d’ora sempre con Pecorino: prima di testa (Cerofolini c’è) e poi con un sinistro armato e palla fuori. Il Bari non incide e i padroni di casa sfiorano il vantaggio dopo la mezzora: palo pieno di Molina che in precedenza elude Piscopo. Centrocampista ospite che si rifà sul finire del tempo in cui si fa vivo anche il Bari. Piscopo ci prova col destro da una rimessa laterale. Ci mette forza e idea, ma manca la precisione. Rasoterra di poco al lato. Un tacco di Frigerio su cross di Davi mette a rischio la retroguardia barese. Dopo 1’ di recupero, squadre al riposo sullo 0-0.
Longo riparte richiamando un insufficiente Maggiore per Verreth in cabina di regia. Le cose non vanno meglio, perché il Sudtirol aumenta molto la pressione (vedi cross di Casiraghi per Merakj con pallone sul fondo). I Galletti vanno in affanno, soffrono le sortite degli altoatesini. Longo intuisce il momento difficile e inserisce Dickmann per Mantovani con avere più corsa e spinta sulla destra. Ma un contropiede subito in maniera assolutamente ingenua, sorprende il Bari e lo mette in ginocchio dopo diversi minuti di sofferenza. Assist di Merkaj che vede libero Pecorino per il vantaggio del Sudtirol. Azione rivista al Var per il fallo dello stesso Pecorino che atterra Dickmann con una spallata. Gol annullato dall’ottimo La Penna. Decisione che potrebbe cambiare l’inerzia della partita. Longo azzarda il tutto per tutto: Gytkjaer prende il posto di Pagano. Bari a due punte e con un saltatore in più.
Bari che si salva per l’ennesima volta con una ribattuta di Merkaj. Ma, sul riversamento di fronte, si rende pericoloso per la prima volta: stacco di Dickmann e carambola sui piedi di Gytkjaer. Adamonis compie il miracolo. Il tempo scorre velocemente. Inizia la girandola dei cambi. Disperati quelli di Longo. Tra questi, Artioli che si dispera per la replica di Adamonis su bolide dalla distanza al 90’. Tutto inutile, come la scarna resistenza degli ultimi 6’ di recupero prima del triplice fischio di La Penna che condanna il Bari in serie C.