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IL NUOVO CORSO DEL BARI PRENDE FORMA: CASERTA IN PANCHINA, DI CESARE DETTA LA LINEA

Con la presentazione ufficiale di Fabio Caserta come nuovo allenatore del Bari, si apre una fase di rinnovamento per il club biancorosso. All’incontro con la stampa, è intervenuto anche Valerio Di Cesare, vice direttore sportivo e figura chiave nella costruzione della squadra che verrà.

«Nel nuovo Bari troverà spazio solo gente di mentalità, come quella che ci mettevo io quando giocavo», ha affermato con decisione Di Cesare, lasciando intendere che l’epoca delle mezze misure è finita. Un messaggio chiaro, rivolto soprattutto a quei veterani che nella scorsa stagione hanno deluso sul piano del carattere e della motivazione. Il dirigente ha poi offerto una riflessione più ampia sul contesto attuale del calcio: «Penso che il mondo stia cambiando. E, di riflesso, anche il calcio modifica i suoi assetti. Il pallone oggi si vive in maniera diversa rispetto a prima. In passato, i giocatori trascorrevano più tempo insieme, era più facile creare gruppo. Ora, la differenza consiste nel trovare giocatori con un buon carattere, che si prefiggano un obiettivo avendo rispetto per il loro lavoro e per la maglia che indossano».

Il Bari, dunque, punta a costruire un organico competitivo non solo dal punto di vista tecnico, ma soprattutto sotto il profilo mentale. Il budget, rimasto invariato rispetto alla scorsa stagione, impone scelte oculate e sostenibili. «L’obiettivo è creare l’ossatura necessaria per un campionato importante», ha spiegato Di Cesare, sottolineando l’importanza di individuare profili che incarnino lo spirito battagliero richiesto dalla piazza. Non è mancata una parentesi dedicata al rapporto con l’ambiente e i media: «Le critiche sane fanno bene e fanno crescere. I rapporti devono essere duraturi e di stima reciproca», ha precisato per controbattere alle accuse di scarsa comunicazione del club.

Sul fronte mercato, Di Cesare ha tracciato un orientamento: «L’obiettivo è portare qualche giocatore di proprietà. È difficile, ma ci proveremo». E rivolgendosi ai giocatori già in rosa, ha aggiunto: «Mi sentirei in discussione alla luce dei risultati ottenuti negli ultimi due anni». Infine, uno sguardo alla nuova identità tattica: «Il modo di difendere cambierà. Caserta giocherà con la difesa a quattro. Cambiano modulo e interpreti. È un reparto dove dovremo intervenire».

foto barinrete

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BARI, MISTER CASERTA SI PRESENTA: COI FATTI, COSTRUIRO’ ENTUSIASMO E IDENTITA’

Fabio Caserta si presenta con entusiasmo e determinazione alla guida del Bari, pronto a raccogliere una sfida che definisce “storica” e “stimolante”. Dopo la chiusura del suo percorso con il Catanzaro, il tecnico calabrese ha subito accolto con convinzione la proposta del club biancorosso. “Ci tengo a ringraziare il presidente De Laurentiis per la possibilità di allenare una piazza così importante come Bari. Con il Catanzaro ci siamo guardati e abbiamo capito che non andavamo più nella stessa direzione. Poi è arrivata la chiamata di Magalini e ho percepito subito entusiasmo e voglia di costruire qualcosa di importante.” Caserta non nasconde l’ambizione e la voglia di lasciare il segno, puntando su lavoro, identità e spirito di sacrificio: “Vengo con grande entusiasmo. Sono una persona che vuole sempre di più da se stessa, e lo chiederò anche alla squadra. La trattativa è durata pochissimo. Bari è una piazza che conosco bene: vedere 40mila spettatori allo stadio è l’essenza del calcio.”

Il nuovo allenatore biancorosso ha le idee chiare anche sul piano tecnico e tattico: “Voglio una squadra aggressiva, che non subisca l’avversario. Cambieremo qualcosa rispetto all’anno scorso. Stiamo lavorando su un Bari che possa esprimersi con più idee di gioco, impostato su moduli come il 4-3-3 o il 4-3-2-1. Il budget? È relativo. Conta portare giocatori che abbiano voglia di sacrificarsi.”

Caserta punta a ricreare entusiasmo, partendo dallo spogliatoio: “Capisco che ora non ci sia entusiasmo, ma il mio compito è crearlo. Le critiche esterne sono uno stimolo. Allenare il Bari è motivo di orgoglio. So cosa può dare questa piazza quando si rema tutti dalla stessa parte.” Sul mercato, il tecnico è chiaro: si cercano profili funzionali, non nomi altisonanti: “Il calciatore fa la differenza, non la categoria. Stiamo lavorando per individuare giocatori utili al progetto. Sibilli? Lo conosco bene, lo valuteremo con la società. Iemmello? Non possiamo prenderlo. Gli attaccanti forti spesso spostano gli equilibri, ma il discorso riguarda tutti i reparti.” Infine, un riferimento a chi lo ha ispirato nel suo percorso: “Conte? Per fortuna mi ha allenato all’Atalanta. Ancora oggi vado a rivedere quello che ha fatto in carriera. Dobbiamo essere bravi a trovare l’equilibrio, proprio come dice lui.” Caserta chiude con una promessa ai tifosi: tanto lavoro, poche parole e la voglia di non mollare mai. Il nuovo Bari è pronto a ripartire.

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IL BARI CHIUDE LE PORTE AI RISCATTI: CINQUE ADDII IN VISTA

La dirigenza del Bari ha scelto di non confermare nessuno dei giocatori arrivati in prestito con diritto di riscatto durante l’ultima stagione. Entro la scadenza fissata per le 23:59 del 24 giugno, il club ha ufficializzato la decisione di non trattenere Novakovich, Lella, Favasuli, Falletti e Maggiore, che dunque faranno ritorno alle rispettive squadre di appartenenza.

Un segnale chiaro di rinnovamento – ma anche di rischio- in casa biancorossa, che sembra pronta a voltare pagina e ridisegnare la rosa per la prossima annata calcistica.

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BARI, LE SCELTE TECNICHE SECONDO DE LAURENTIIS: ACCANTO AI LEADER SERVIRANNO GIOVANI

BARI – Il nuovo corso del Bari 25/26 riparte da Fabio Caserta in panchina e, a sentire Luigi De Laurentiis, da giovani in campo ponendo al centro la sostenibilità.

Nel corso di una conferenza stampa densa di spunti, Luigi De Laurentiis delinea a grandi linee le direttrici del progetto tecnico che guiderà il Bari nella prossima stagione. Al centro della nuova visione, la nomina di Fabio Caserta come allenatore, scelta che segna un cambio di passo rispetto al recente passato e che punta a dare un’identità più dinamica e coraggiosa alla squadra. Accanto a lui, il tandem dirigenziale formato dal direttore sportivo Magalini e dal suo vice Di Cesare sarà chiamato a costruire un organico che sappia coniugare ambizione e sostenibilità.

La strategia di mercato privilegerà profili giovani, motivati e con margini di crescita, da affiancare a un nucleo ristretto di giocatori esperti, in grado di garantire equilibrio e leadership. L’obiettivo dichiarato è quello di competere per un posto nei playoff, senza però derogare al principio di sostenibilità economico-finanziaria che resta il pilastro della gestione societaria. Un equilibrio delicato, che richiederà scelte oculate e una visione chiara, ma che potrebbe restituire al Bari una dimensione competitiva e duratura: “Quest’anno – le parole di De Laurentiis – è arrivato un nuovo allenatore come Fabio Caserta. Dal primo secondo ha sposato il nostro progetto e la piazza. In passato ha sfiorato traguardi importanti. E’ la persona giusta, adatta per una realtà come Bari. Mi auguro di salire con lui al quale ho risposto che l’obiettivo è arrivare ai playoff. E una volta raggiunti, te la devi giocare col coletto tra i denti. Vogliamo calciatori pronti a lottare, a giocarsi la maglia. Con la motivazione di essere leader, con precise caratteristiche. Devono essere giocatori che non vedono l’ora di venire a giocare a Bari”.

Il distacco con la città nasce anche dai mancati obiettivi sportivi nello scorso campionato: “Sarei contento di annunciare l’arrivo di una nuova società. Abbiamo appena concluso un campionato in cui è fallito il Brescia. Poche ore fa è retrocessa la Salernitana, che veniva dalla A. Il Frosinone si è salvato grazie al fallimento del Brescia. Altre squadre hanno investito più di trenta milioni, con risultati inferiori al Bari. Posso solo promettere di allestire una squadra competitiva per puntare ai playoff. Si cerca di fare calcio giusto. Ora, possiamo costruire una rosa su misura per Caserta, valutando più possibilità”.

Oggi il Bari è una scatola vuota, con solo otto giocatori di proprietà. Chi tornerà (una decina di elementi) quasi sicuramente non farà parte del progetto: “Il termine prestiti è diventata una passione. Quest’anno non si potrà superarne dieci. Diventa un alibi. Anche chi viene in prestito, se sa che è un anno di vetrina, fa bene. Ogni partita è come una finale di playoff o Champions League. Chi arriva deve farlo con piglio e amor proprio. Bisogna azzeccare più leader possibili, uomini spogliatoio. In primis, si viene a Bari per la loro carriera”.

Breve cenno anche all’ex Moreno Longo: “E’ un grande professionista. Il mancato traguardo dei playoff è stato una delusione. Volevo affrontare il nuovo campionato con qualcosa di diverso, alzare l’asticella e andare in una direzione diversa con Caserta. Longo ce l’ha messa tutta. Mancati i playoff, ha determinato la mia scelta di cambiare”. E su Dorval, unico giocatore da cui fare cassa: “Non c’è solo lui. Sul tavolo di ogni ds, ci sono tante situazioni. Una ottantina su quello di Magalini e Di Cesare”. Mister reggino che ha superato la concorrenza: “Alessandro Nesta – precisa De Laurentiis – è uno degli allenatori che ho incontrato. Di solito se ne incontrano, tre quattro o cinque diversi per capirne motivazioni e approccio alla categoria. Nesta è una persona amabile. Ho percepito che le sirene dell’estero potessero essere prevalenti. Non abbiamo trovato la quadra”. Il presente impone scelte mirate: “Magalini è un grande esperto di giovani, da sempre. Gliene abbiamo chiesto alcuni che possano correre a trecento all’ora. Accanto, serviranno senatori e leader per trascinare il gruppo. Una combinazione giusta tra nuove leve ed elementi esperti. Le scadenze? Ci stiamo lavorando”.

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LUIGI DE LAURENTIIS AI TIFOSI: IL SAN NICOLA VUOTA, SCARSA ATTRATTIVA PER COMPRATORI

BARI – La tifoseria biancorossa con il cuore in bilico, da una parte. Luigi De Laurentiis che chiama a raccolta una piazza delusa, dall’altra. Nel silenzio sempre più assordante del San Nicola, dove un tempo ruggiva l’orgoglio di una città intera, oggi si fa largo la minaccia più temuta: quella dell’abbandono. I tifosi del Bari, stanchi di promesse disattese e di una squadra che sembra aver smarrito l’ambizione, meditano il gesto più clamoroso disertando lo stadio per la prossima stagione di B. È in questo clima teso che Luigi De Laurentiis, presidente del club biancorosso, rompe il silenzio e lancia un appello accorato sostenendo che Bari non può permettersi di dividersi proprio ora. Nel corso di un intervento che tocca i nervi scoperti della piazza, De Laurentiis chiama in causa la tifoseria, chiedendo compattezza e sostegno per non compromettere l’immagine del club e la sua appetibilità agli occhi di potenziali acquirenti. Perché, avverte il numero uno del Bari, un San Nicola vuoto non solo ferirebbe l’anima della squadra, ma rischierebbe di allontanare anche chi potrebbe scrivere un futuro diverso per i colori biancorossi.

“La piazza – le parole di Luigi De Laurentiis – merita di stare in alto. Nei prossimi mesi, la cosa importante da fare sarà trovare un partner solido che possa entrare per restare a lungo. Affermo questo perché quando si costruiscono delle basi, conta rimanere compatti con la tifoseria e la squadra. Da fuori ci guardano, è brutto vedere le contestazioni. I malumori possono allontanare eventuali acquirenti esterni, a cui noi siamo aperti”.

Il numero uno biancorosso insiste a più riprese sullo stesso tasto: “Nella nostra società lavora gente appassionata, ma le contestazioni sulla multiproprietà le comprendo. Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, ha confermato la scadenza del 2028 per le multiproprietà. Capisco gli striscioni contro la società, Però, ai tifosi chiedo solo di venire a sostenere i ragazzi. Altrimenti offriamo una brutta immagine e dispiace per i calciatori che si allenano con voglia e determinazione”.

Quello del presidente è tutto un programma, come se nulla fosse: “Facciamo calcio e ci ritroviamo a ripartire col massimo impegno. La B è un campionato economicamente insostenibile. A breve presenteremo una nuova maglia, andiamo avanti sulla nostra strada. Chiedo compattezza alla città per presentare una immagine migliore all’esterno. Farsi la guerra non aiuta nessuno. Odio vendere fumo. A Caserta ho chiesto l’obiettivo playoff”.

La verità è che a Bari c’è una tifoseria, non solo quella organizzata, che lo contesta da mesi in maniera severa. Su più fronti, in tantissimi promettono di non sottoscrivere più abbonamenti. Più che per la squadra, il primo vero anno zero – questa volta – toccherà proprio i tifosi. Questa prospettiva sembra addolorare considerando pure che i rapporti deteriorati con i tifosi potranno influenzare le decisioni politiche e tecniche sul club: “Certo che mi dispiace. Bari è una città stra accogliente. Ci lavoro da sette anni. Solo tutti insieme si possono raggiungere certi obiettivi. Non esserci non aiuta nessuno”.

 

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LUIGI DE LAURENTIIS ROMPE IL SILENZIO: VOGLIO CONSEGNARE IL BARI IN A, TROVANDO UNA NUOVA SOCIETA’ SOLIDA

In una conferenza stampa fiume, il presidente Luigi De Laurentiis rompe un silenzio lungo cinque mesi e incontra i giornalisti per parlare del Bari tra passato, presente e futuro.

Queste le dichiarazioni del numero uno biancorosso: ““Inizio da un tributo al professore Gianni Antonucci, scomparso giorni fa. Un grande professionista, tifoso e amico. Vorremmo intitolare la tribuna stampa a lui, per ricordarlo come memoria storica della squadra. Mi impegno a ripristinare la targa originale a Biagio Catalano. Lo farò insieme al Comune. Il silenzio post campionato mi è servito per capire quali fossero gli step da compiere e la progettualità. Il campionato scorso è stato chiuso con dei rimorsi. Venivamo dai precedenti playout. Siamo ripartiti da zero, con un nuovo ds, allenatore e giocatori. Abbiamo ricostruito con idee e passione come al solito. Ripartire da zero comporta tante difficoltà. Soprattutto per ritrovare l’unità di intenti, nel trovare giocatori motivati. Siamo arrivati alla fine della prima parte del torneo, dentro ai playoff a pieno diritto. Una parte di stagione, sino a dicembre, molto entusiasmante con un gruppo compatto. Il rimorso è di aver lasciato dei punti per strada. A gennaio, abbiamo operato in maniera importante. Dopo il Palermo, eravamo i primi in fatto di mercato. Si è ripartiti molto motivati. L’infortunio di Lasagna ci è pesato. C’erano le basi per portare il Bari ai playoff. E’ stato un delitto perdere punti preziosi nelle ultime cinque partite. Un grande dispiacere. Ogni anno che passa è un anno di lotte, investimenti, pesi. Per noi che lavoriamo a questa grande avventura, è stato difficile chiudere l’anno in questo modo”.

“Mi preme chiarire per città che abbiamo tre anni davanti a noi. Voglio consegnare questa squadra in serie A, trovando una proprietà solida che possa venire qua per restarci. Mi sono attivato per cercarla in questi mesi. Sarei pazzo, dopo sette lunghi anni, a lasciare il Bari al primo che passa. Sono affezionato e innamorato di questa società. La piazza merita di stare in alto. La cosa importante, nei prossimi mesi, sarà trovare un partner solido che possa entrare per restare a lungo. Lo dico perché quando si costruiscono queste basi, conta rimanere compatti con la tifoseria e la squadra. Da fuori ci guardano, è brutto vedere le contestazioni. Possono allontanare eventuali acquirenti esterni, a cui noi siamo aperti. Chi si è affacciato in passato si è sciolto come neve al sole. Tenere il Bari lontano dai debiti è stato molto difficile. Li ripianiamo sempre perché vogliamo essere una realtà solida. I ricavi della B stanno scendendo. Questo creerà problemi a tutte le società del campionato, ogni volta diverso per le squadre che scendono dalla A e quelle salgono dalla C. Una competizione molto difficile. Quest’anno è arrivato un nuovo allenatore come Fabio Caserta. Dal primo secondo ha sposato il nostro progetto e la piazza. In passato ha sfiorato traguardi importanti. La persona giusta, adatta per la piazza come Bari. Mi auguro di salire con lui. Vogliamo calciatori pronti a lottare, a giocarsi la maglia. Con la motivazione di essere leader, con precise caratteristiche. Devono essere giocatori che non vedono l’ora di venire a giocare a Bari”.

“Stiamo lavorando per la ricerca di una potenzialità società. Siamo in linea con gli investimenti degli ultimi anni. Non possiamo indebitarci. Si deve lavorare di più per agguantare il traguardo dei playoff. Poi, dipende dal gruppo”.

Il distacco con la città: “Sarei contento ad annunciare l’arrivo di una nuova società. Abbiamo appena concluso un campionato in cui è fallito il Brescia. Ieri è retrocessa la Salernitana, che veniva dalla A. Il Frosinone si è salvato grazie al Brescia. Altre squadre hanno investito più di trenta milioni, con risultati inferiori al Bari. Posso solo promettere di allestire una squadra competitiva per puntare ai playoff. Si cerca di fare calcio giusto. Possiamo costruire ora su misura una squadra su misura per Caserta. Possiamo costruire una rosa con più possibilità”.

“Faccio questa conferenza stampa perché volevo venire preparato. Nella nostra società lavora gente appassionata. Le contestazioni sulla multiproprietà le comprendo. Gravina ha confermato la scadenza del 2028. Capisco gli striscioni contro la società, Chiedo solo di venire a sostenere i ragazzi. Altrimenti diamo una brutta immagine e dispiace per i ragazzi che si allenano con voglia e determinazione”.

Oggi il Bari è una scatola vuota, con solo 8 giocatori di proprietà. Chi tornerà non farà parte del progetto: “Il termine prestiti è diventata una passione. Quest’anno non si potrà superarne dieci. Diventa un alibi. Anche chi viene in prestito, se sa che è un anno di vetrina, fa bene. Ogni partita è come una finale di playoff o Champions League. Chi arriva deve farlo con piglio e amor proprio. Bisogna azzeccare più leader possibili, uomini spogliatoio. Vengono qua per la loro carriera, in primis”.

Il Bari si muoverà sempre in autogestione. Come ambire a costruire una stagione di alto livello? “C’è un problema di risultati. La finale playoff persa col Cagliari è stata la bomba che ha fatto saltare il banco. Se avessimo fatto un primo anno di B in maniera rilassata, avremmo potuto capire meglio come alzare il tiro. Invece siamo finiti a pochi secondi dalla serie A. Poi, è più difficile ripartite. L’allenatore aveva delle scorie. Il direttore sportivo, idem. Poi, siamo quasi retrocessi. Questa altalena di emozioni ha fatto perdere l’equilibrio”. Dove si è sbagliato in questi anni: “Ogni anno mettere insieme una squadra ha tantissime variabili. Il tecnico, i giocatori. Identificare quale è stato l’errore è difficile. Ogni anno ci approcciamo al campionato per fare meno errori rispetto al passato”. Nuovi soci: “Ho sentito varie voci e racconti di dettagli che non so da dove vengono. Non ho nulla sul tavolo di cui poter parlare”.

Su Longo: “E’ un grande professionista. Il mancato traguardo dei playoff è stato una mia delusione. Volevo affrontare il nuovo campionato con qualcosa di diverso, alzare l’asticella e andare in una direzione diversa con Caserta. Longo ce l’ha messa tutta. Mancati i playoff, ha determinato la mia scelta di cambiare”.

L’assenza della comunicazione. “Il Bari cerca di essere continuamente sostenibile, per sanare i debiti. Altrimenti si fallisce. Il Bari di oggi spende molto più delle stagioni in D e C. La B, per fortuna, ha qualche ricavo in più rispetto alla C. Non abbiamo abbassato gli investimenti. La cassa del Napoli è separata da quella del Bari, che pure vive sulla sostenibilità. L’anno prossimo vedremo squadre vendute ad altre realtà, perché non si sta più in piedi”.

Sul fondo americano: “Ho avuto dei contatti. Se ci fosse stato qualcosa di solido, ne potrei parlare. Di certo non ci manca il know how per vincere. Noi abbiamo cercato di fare il meglio possibile. La Lega di B dovrebbe avere un salary cup. E’ impossibile competere con squadre che hanno un budget da serie A. Quanto vale il Bari? In questo momento, non rivelo cifre che si indicano sui patti di riservatezza tra le parti”. Dorval, unico giocatore patrimonializzabile: “Sul tavolo di ogni ds, ci sono tante situazioni. Una ottantina su quello di Magalini e Di Cesare”.

“Facciamo calcio e ci ritroviamo a ripartire col massimo impegno. La B è un campionato economicamente insostenibile. A breve presenteremo una nuova maglia, andiamo avanti sulla nostra strada. Chiedo compattezza alla città per presentare una immagine migliore all’esterno. Farsi la guerra non aiuta nessuno. Odio vendere fumo. A Caserta ho chiesto l’obiettivo playoff”.

“Certo, mi dispiace della paventata diserzione dei tifosi allo stadio per il prossimo campionato. Bari è una città stra accogliente. Ci lavoro da sette anni. Solo tutti insieme si possono raggiungere certi obiettivi. Non esserci non aiuta nessuno”. Perché Nesta ha detto no: “E’ uno degli allenatori che ho incontrato. Ha preferito la proposta all’estero alla nostra”. “Magalini è un grande esperto di giovani, da sempre. Gliene abbiamo chiesto di alcuni che possano correre a trecento all’ora. Accanto, serviranno senatori e leader per trascinare il gruppo. Una combinazione giusta tra nuove leve ed elementi esperti. Le scadenze? Ci stiamo lavorando”.

 

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IL BARI TORNA IN ALTURA: FISSATO IL RITIRO ESTIVO A ROCCARASO

I biancorossi si preparano a salire nuovamente a Roccaraso per il ritiro precampionato. Il soggiorno abruzzese, ormai diventato una tappa fissa dell’estate barese, si terrà dal 16 al 29 luglio e offrirà alla squadra l’occasione perfetta per cementare il gruppo e mettere minuti nelle gambe in vista della nuova stagione di Serie B.

Nessuna sovrapposizione con il Napoli, che svolgerà il suo ritiro a Castel Di Sangro dal 30 luglio al 14 agosto. Per il momento resta avvolto nel mistero il calendario delle amichevoli che il Bari disputerà durante la permanenza in montagna: i tifosi restano in attesa di scoprire i nomi degli avversari.

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BARI, DUE CONFERENZE STAMPA LA PROSSIMA SETTIMANA

Dopo mesi di silenzio, il Bari torna sotto i riflettori e lo fa con una doppia occasione mediatica. La prossima settimana si aprirà con la conferenza stampa di Luigi De Laurentiis, che lunedì farà il punto sulla situazione societaria e strategica del club, a distanza di oltre mezzo anno dalla sua ultima uscita pubblica.

Mercoledì invece sarà dedicato alla presentazione del nuovo tecnico Caserta, affiancato dal direttore sportivo Magalini e dal vice allenatore Di Cesare. Il club ha volutamente organizzato i due momenti separatamente: prima l’aspetto istituzionale, poi il lato sportivo.

Una mossa che forse lascia intendere un cambio di passo e un desiderio di chiarezza verso i tifosi.

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SSC BARI: CASERTA NUOVO MISTER, BIENNALE FINO AL 2027

SSC Bari dà il benvenuto a Fabio Caserta, nuovo Responsabile Tecnico della Prima Squadra biancorossa; per il tecnico calabrese accordo fino al giugno 2027.

Classe ’78, nativo di Melito di Porto Salvo, Reggio Calabria, mister Caserta vanta una lunga carriera da centrocampista avendo indossato, tra le altre, le maglie di Catania, Palermo, Atalanta e Juve Stabia. Proprio con i campani chiude la sua carriera da calciatore nella stagione ’14-’15 dando inizio, dopo un campionato da vice di mister Gaetano Fontana, a quella da tecnico proprio con le ‘vespe’ nella stagione ’17-’18; con i gialloblù conquista una sorprendente promozione in Serie B al termine del campionato ’18-’19 vincendo matematicamente il Girone C di Lega Pro già a fine aprile, guadagnandosi a fine stagione l’ambito riconoscimento della Panchina d’Oro.

Nella stagione ’20-’21 siede sulla panchina del Perugia che riporta in cadetteria al primo tentativo; passa poi alla guida del Benevento che conduce fino alla semifinale playoff, venendo eliminato dal Pisa in virtù del peggior piazzamento in classifica al termine della stagione regolare. Dopo l’esperienza con il Cosenza, lo scorso anno ha guidato il Catanzaro fino alla semifinale playoff.

Fonte sscbari

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CASERTA GIA’ A BARI: PRONTO BIENNALE DA 200MILA EURO

Fabio Caserta è pronto a sedersi sulla panchina del Bari, dopo l’allontanamento di Moreno Longo. Il nuovo allenatore è giunto in città al mattino e ha incontrato i dirigenti del club per un pranzo al Vittoria Parc Hotel. Successivamente, alle 16:30, si è spostato allo stadio San Nicola, dove ha avuto luogo un incontro decisivo negli uffici dell’impianto sportivo. L’intesa è ormai raggiunta e a breve dovrebbe arrivare l’annuncio ufficiale. Caserta, ex guida tecnica del Catanzaro, è atteso alla firma di un contratto biennale dal valore di 200mila euro. La presentazione alla stampa è prevista nei prossimi giorni.