Barletta 1922 rende noto che i biglietti per la sfida contro il Bari, valida per la 2a giornata Serie C Sky WiFi ’26-27, e in programma a partire dalle ore 21:00 di venerdì 28 agosto sul terreno dello stadio ‘C. Puttilli’, saranno dalle 09:00, e fino alle 19:00, di giovedì 27 agosto, nei punti vendita del circuito VivaTicket (NO online).
L’ONMS, con Determinazione n°31/2026 del 24/08/26, ha disposto la vendita dei tagliandi per i residenti in Provincia di Bari nel settore ospiti, loro esclusivamente dedicato, nel limite stabilito dalle Autorità di Pubblica Sicurezza’. Pertanto, a causa delle criticità strutturali e inerenti le aree di sosta e di parcheggio, la capacità del settore ospiti in riferimento a questa gara sarà di 800 posti.
MODALITA’ D’ACQUISTO
– punti vendita VivaTicket
– NO online
PREZZI
Settore Ospiti: € 15 + d.d.p.
INFO VIABILITA’
Uscita 16 Bis svincolo Barletta Patalini
Via Dante Alighieri
Ultima rotatoria, sbarramento polizia locale e a seguire parcheggio dedicato.
I tifosi del Bari residenti in provincia potranno seguire dal vivo la sfida con il Barletta soltanto acquistando il biglietto per il settore ospiti. È una delle disposizioni adottate in vista del derby di venerdì 28 agosto, valido per la seconda giornata del campionato di Serie C, nell’ambito delle misure predisposte per garantire la sicurezza dentro e fuori dal Puttilli.
La vendita dei tagliandi ai sostenitori biancorossi residenti nella provincia di Bari sarà quindi concentrata esclusivamente nel settore destinato alla tifoseria ospite. Il numero dei biglietti disponibili sarà comunque determinato sulla base del limite autorizzato dall’Autorità di Pubblica Sicurezza, tenendo conto delle esigenze legate all’ordine pubblico e alla gestione dei flussi di spettatori.
Per la partita sono inoltre previste procedure di controllo più stringenti rispetto alla normale attività. Sarà rafforzato il servizio di stewarding e saranno intensificate le verifiche nelle aree di prefiltraggio e filtraggio, con particolare attenzione alle modalità di accesso allo stadio. L’obiettivo è accompagnare l’afflusso dei tifosi e assicurare che la sfida si svolga in condizioni di massima sicurezza per il pubblico, gli addetti ai lavori e gli operatori impegnati nella gestione dell’evento.
Sarà Jules Roland Andeng Tona Mbei, appartenente alla sezione arbitrale di Cuneo, a dirigere Barletta-Bari, sfida valida per la seconda giornata del campionato di Serie C, in programma venerdì alle 21. Il direttore di gara sarà affiancato dagli assistenti Andrea Galluzzo e Massimiliano Cirillo, mentre il ruolo di quarto ufficiale sarà affidato a Palmieri. Nessun precedente tra Andeng Tona Mbei e il Bari: per il fischietto piemontese si tratta del primo incrocio con i biancorossi.
Il Bari torna al lavoro questa mattina dopo il convincente debutto in campionato contro la Cavese. La squadra di Massimo Rastelli prepara già il prossimo appuntamento, il derby di venerdì sera al Puttilli contro il Barletta. Un impegno che arriva dopo i primi 180 minuti ufficiali della stagione, nei quali i biancorossi hanno raccolto due vittorie tra Coppa Italia e campionato.
A Barletta potrebbe esserci anche un’importante novità sugli spalti. Dopo le diserzioni della Curva Nord nelle prime due gare ufficiali, i gruppi organizzati potrebbero tornare a sostenere la squadra in trasferta. Sono 1.500 i biglietti disponibili per il settore ospiti del Puttilli. Le indicazioni definitive sulla vendita e sul regolamento accrediti sono attese domani dopo la riunione del GOS, mentre i botteghini dello stadio sono pronti ad aprire nel pomeriggio di martedì.
Sul campo, Rastelli attende anche il recupero di alcuni elementi. Alessandro Celli, frenato da un ritardo di condizione, punta alla prima convocazione stagionale e potrebbe essere una soluzione importante sulla fascia sinistra. È in fase di recupero anche Vasile Mogos, destinato a contendere una maglia da titolare a Manè sulla corsia destra. Parallelamente, il lavoro del Bari non si ferma al campo. Pasquale Marino e Antonio Minadeo hanno tempo fino alle ore 20 del primo settembre per completare l’organico. La priorità resta l’inserimento di una punta centrale, di un esterno di centrocampo e di un difensore centrale di spessore. Profili necessari per alzare il livello di una squadra che punta a recitare un ruolo da protagonista nel campionato di Serie C.
Il mercato, però, potrebbe essere condizionato anche dalle uscite. Maggiore, nonostante il gol alla Cavese, continua a essere seguito da club di Serie B: sulle sue tracce ci sono Vicenza e Brescia. Anche Sibilli, Manzari e Vicari sono in bilico. In particolare, l’esclusione di Sibilli porta a valutare il futuro di Filippo Faggi, impiegato per nove minuti contro la Cavese e accostato all’AlbinoLeffe.
Nella linea verde del nuovo Bari, Davide Colangiuli è il volto più bello della serata contro la Cavese. Non soltanto perché il suo nome è finito sul tabellino dei marcatori, ma perché quel gol racconta una storia che parte da lontano, dalle strade del quartiere Libertà e da un sogno coltivato fin da bambino: segnare con la maglia della squadra della propria città.
Contro la Cavese è successo davvero. Il primo centro con il Bari ha avuto il sapore di una promessa mantenuta, di quelle che un ragazzo immagina per anni e che, quando finalmente diventano realtà, sembrano quasi troppo belle per essere vere. «È stato bellissimo. Un sogno coltivato da quando sono nato», racconta Colangiuli. Poche parole, ma sufficienti per spiegare quanto quel momento abbia significato per lui.
E poi c’era la famiglia, lì a condividere un’emozione impossibile da replicare. Segnare per il Bari è già qualcosa di speciale per chi è nato e cresciuto a Bari; farlo davanti alle persone più care rende tutto ancora più intenso. «Farlo davanti alla mia famiglia è un’emozione grandissima», confessa il giovane biancorosso.
La corsa verso la panchina è diventata allora la fotografia più autentica della serata. Nessuna celebrazione studiata, nessuna posa: soltanto lacrime, emozione e il bisogno di condividere quel gol con chi gli ha permesso di arrivare fin lì. «Sono corso in lacrime verso la panchina e dal mister che mi ha dato fiducia». In quel gesto c’è anche il riconoscimento verso chi ha deciso di puntare su di lui.
Il gol di Colangiuli, quindi, vale doppio. Vale per la partita, perché contribuisce a costruire il 3-0 alla Cavese, ma vale soprattutto per il percorso di un ragazzo che rappresenta perfettamente l’idea di un Bari nuovo: giovane, affamato e con radici profonde nel territorio. La linea verde non è più soltanto una necessità o una scelta progettuale. Può diventare una delle risorse più preziose della squadra.
Colangiuli ha appena aperto una porta che potrebbe condurlo molto lontano. Il primo gol con il Bari resterà per sempre, perché certe reti non hanno bisogno di essere contate: si ricordano. E quella di avantieri appartiene già alla memoria del ragazzo del Libertà che ha realizzato il sogno di una vita con la maglia della sua città.
C’è un filo che lega il gol segnato al Mantova il 14 settembre 2024, la rete di avantieri alla Cavese e quella fascia di capitano stretta al braccio. È il filo della rivincita personale di Valerio Mantovani, uno dei protagonisti del nuovo Bari e, forse, uno dei giocatori che più di altri ha bisogno di trasformare le ferite del passato in energia per il presente.
Il gol alla Cavese non è stato soltanto il secondo con la maglia biancorossa. È arrivato insieme a un’investitura che vale ancora di più: quella di un gruppo che lo ha scelto come riferimento dello spogliatoio. Non una fascia assegnata dall’alto, ma una responsabilità arrivata direttamente dai compagni. «Più di quello della società, il riconoscimento della squadra per la nomina da capitano è una grande soddisfazione», racconta Mantovani. Dietro quella scelta c’è qualcosa che il difensore romano sente di essersi conquistato nel tempo: «A livello caratteriale avrò trasmesso qualcosa per meritare questa fiducia».
È una fiducia che arriva dopo mesi tutt’altro che semplici. Mantovani non cancella ciò che è stato, anzi lo mette dentro il nuovo percorso. «Vengo da tanti momenti brutti», ammette. E proprio per questo il cambiamento percepito fin dal ritiro assume un significato particolare: «Percepivo una energia positiva da parte dei compagni». Il nuovo Bari, insomma, prova a non ripetere gli errori del passato. Il 3-0 alla Cavese è un ottimo inizio, ma il capitano non si lascia conquistare dalla facilità del risultato: «Dobbiamo concedere molto meno». E soprattutto: «Contenti dei tre punti contro la Cavese, ma restano tante cose da migliorare».
È qui che il racconto di Mantovani diventa qualcosa di più di una semplice analisi della partita. Perché il difensore conosce bene il peso delle cadute e sa quanto sia complicato ricominciare dopo una stagione come quella precedente. «Dopo gli eventi negativi, il calcio offre la possibilità di riprenderti», spiega. È la seconda occasione che lo sport concede a chi ha attraversato una delusione profonda. E quella del Bari, per chi l’ha vissuta dall’interno, non è stata una semplice retrocessione.
«Poteva essere facile andare via», ricorda Mantovani. Una scelta che alcuni hanno fatto, portandosi però dietro il peso di quanto accaduto: «Chi lo ha fatto si è portato dentro qualcosa di brutto». Perché retrocedere a Bari, soprattutto dopo le aspettative e la storia di una piazza così esigente, lascia segni difficili da nascondere. «Retrocedere a Bari non è da poco. Fuori magari si sorride, però dentro si porta un macigno». Parole che restituiscono il lato meno visibile di una stagione che ha lasciato cicatrici profonde.
Adesso, però, il capitano vuole che quelle cicatrici diventino una risorsa. Non c’è voglia di dimenticare, ma quella di usare il passato come carburante. La fascia al braccio sembra quasi la sintesi perfetta di questo percorso: Mantovani è rimasto, ha attraversato la tempesta e ora si ritrova a guidare un gruppo completamente rinnovato, con l’obiettivo di riportare il Bari dove pensa debba stare.
E proprio guardando al futuro, il difensore trova parole diverse, più leggere, per i compagni più giovani. «Mane è un ragazzo su cui puntare», dice. E lo stesso vale per Elia, «giovane molto umile e preparato». Due nomi che rappresentano quella ventata di freschezza sulla quale il Bari vuole costruire il proprio rilancio: «Ben vengano questi ragazzi».
Mantovani, intanto, si prende il gol, la fascia e un ruolo da protagonista. Ma soprattutto si prende la responsabilità di essere uno dei volti della ripartenza. Il passato non si può cancellare e forse nemmeno serve farlo. Può diventare, invece, il punto da cui ripartire. Dopo la caduta, il Bari ha cominciato a rialzarsi. E il suo capitano vuole essere in prima fila.
Il Bari comincia con un sorriso largo, un 3-0 che vale più dei tre punti perché mette subito in vetrina una squadra capace di soffrire, colpire e soprattutto restare dentro la partita fino all’ultimo pallone. Ma il debutto contro la Cavese non autorizza ancora a pensare che il lavoro sia finito. Anzi. Massimo Rastelli lo sa bene e, dietro la soddisfazione per una partenza convincente, lascia intravedere tutto quello che c’è ancora da costruire.
«In questo momento di sofferenza – l’analisi del tecnico – i ragazzi ce la stanno mettendo tutta. La differenza la fanno sempre loro». È una frase che fotografa il momento del Bari più di qualsiasi giudizio sul gioco. La squadra non è ancora brillante con continuità, ma ha mostrato disponibilità al sacrificio e, soprattutto, non ha mai staccato la spina. «Mi è piaciuta anche la voglia dimostrata sino alla fine», sottolinea Rastelli. Tanto che, con la partita ormai in cassaforte, il Bari ha continuato a spingere: «Si poteva anche segnare il quarto gol».
Il 3-0, dunque, non deve diventare una coperta sotto la quale nascondere ciò che ancora non funziona. Il Bari è una squadra in costruzione e il mercato potrebbe aggiungere altri elementi proprio nei prossimi giorni. Rastelli, intanto, lavora con quello che ha: «Per ora sfrutto gli uomini a disposizione nella condizione migliore. Nel tempo vedremo». La priorità, prima ancora dei nomi, è dare una fisionomia riconoscibile alla squadra: «L’importante è che adesso ci sia una precisa identità e che si sappia cosa fare in campo».
Poi ci sarà bisogno anche di profondità. Una stagione lunga non si può affrontare affidandosi sempre agli stessi undici e, soprattutto, una squadra che vuole vincere deve poter cambiare le partite anche attraverso le sostituzioni. «Disporre di giocatori decisivi dalla panchina è fondamentale nel calcio moderno e per mantenere alto il livello», ribadisce il tecnico. Mogos ha già rappresentato una risposta concreta, «abbiamo colmato un vuoto», ma non basta ancora. L’obiettivo è dichiarato senza giri di parole: «Per vincere il campionato servono due giocatori forti per reparto». La società conosce le esigenze: «Marino e Minadeo conoscono benissimo le situazioni da colmare». E il tempo stringe: «Abbiamo ancora dieci giorni per riempire tutti i tasselli».
Perché il campionato sarà un’altra cosa rispetto all’entusiasmo del debutto. La Cavese è stata battuta con autorevolezza, ma nessuno regalerà nulla al Bari. «Durante la stagione niente ci verrà regalato e dovremo conquistarci la vittoria», avverte Rastelli. Anche sul piano estetico c’è ancora strada da fare. Il tecnico non nasconde le imperfezioni: «Non stiamo offrendo un calcio di primissimo ordine. Facciamo bene a sprazzi». La condizione fisica, però, potrà cambiare il volto della squadra: «Al top della condizione faremo vedere cose diverse».
La base sulla quale costruire, secondo Rastelli, è soprattutto umana. Il risultato conta, ma conta ancora di più il modo in cui il gruppo sta imparando a stare insieme. «Se non crei un grande gruppo non vai da nessuna parte», dice l’allenatore. E questa è forse la soddisfazione più grande dopo la prima uscita ufficiale: «Oggi i ragazzi danno l’anima». In mezzo alla necessità di costruire una squadra competitiva, c’è anche l’aspetto emotivo di chi è tornato a vivere il calcio da protagonista su una panchina importante: «Per me allenare a Bari è una grandissima emozione». Rastelli racconta di aver ritrovato «le stesse sensazioni di quanto ho iniziato ad allenare»: «Sento l’adrenalina e lo stomaco che si attorciglia». E chiude con una confessione che dice molto sul coinvolgimento personale: «Essere l’allenatore del Bari mi dà grande carica e mi riempie di orgoglio».
Poi ci sono i giocatori, quelli che hanno già lasciato un segnale e quelli che dovranno diventare sempre più centrali. Butic porta «esperienza e qualità» e ha trovato subito una buona intesa con Gomez quando agisce alle sue spalle: «Si trova lo spazio da solo. Sotto punta, si intende a meraviglia con Gomez». Mantovani ed Elia, invece, offrono duttilità e lavoro sporco: «Hanno caratteristiche complementari. Tappano tanti buchi e sbrogliano la matassa». Celli è ormai pronto a inserirsi completamente, mentre su Sibilli Rastelli sceglie il silenzio: «Non mi esprimo».
E poi c’è Gomez, l’uomo che il Bari dovrà mettere nelle condizioni migliori per incidere davvero. Il centravanti non viene bocciato, tutt’altro. «Gioca per la squadra», spiega Rastelli, ma il suo rendimento passa anche dalla capacità dei compagni di servirlo nel modo giusto. «Va servito in un certo modo». È un lavoro che evidentemente è ancora incompleto: «Lavoriamo per creare le condizioni per sfruttare le sue qualità in area di rigore. Non lo stiamo aiutando tanto». Ma la fiducia resta intatta: «Lo faremo, e si farà trovare pronto».
Il Bari, insomma, si prende il 3-0 e lo fa diventare una prima pietra. Non ancora una sentenza. La Cavese ha mostrato una squadra che sa reagire alle difficoltà, che ha fame e che non si accontenta quando la partita è già indirizzata. Adesso servirà trasformare questa disponibilità in continuità, la sofferenza in consapevolezza e gli sprazzi di buon calcio in una proposta stabile. Il campionato è appena cominciato. E il Bari, per stessa ammissione del suo allenatore, ha ancora parecchio da migliorare.
BARI (4-3-3): Cerofolini, Mane, Mantovani (c), Elia, Burgio (37’ st Cocetta), Darboe (1’ st Mendicno), Grgic, Maggiore (37’ st Faggi), Butic, Gomez (37’ st Colangiuli), Tribuzzi (19’ st Esposito). A disp.: Pissardo, Mezzapesa, Mundo, De Lucia, Scifoni, Polito, Legrottaglie, Spadavecchia. All. M. Rastelli.
CAVESE (3-5-2): Boffelli, Awua, Alberti (31’ st Fiorin), Sava, Esposito (8’ st Fella), Orlando, Peretti, Cionek (c), Loreto, Macchi, Fusco. A disp.: Bertini, Asiatico, Visconti, Diarrassouba, Ponziglione, Nunziata, Personeni, Severino, Maiolo, Di Costanzo, Acerbo. All. C. Masitto.
ARBITRO: Pizzi di Bergamo.
RETI: 33’ pt Mantovani; 21’ st Maggiore; 41’ st Colangiuli.
NOTE: Spettatori 2.864. Rec. 2’ pt. e 6’ st.
BARI – Prima vittoria in campionato per il Bari che inaugura la regular season di C superando per 3-0 la Cavese. Gara decisa dal capitano Mantovani e dai due gol di Maggiore e Colangiuli che mandano in archivio una partita discreta in cui restano in corso i lavori di collaudo. Nel frattempo, i tre punti servono da iniezione di fiducia. Appoggio che manca da parte dei tifosi che decidono di disertare gli spalti del San Nicola come accaduto nel match vincente di Coppa contro il Casarano. Gli Ultras restano fuori dalla Curva (esposto lo striscione “Liberate il nostro Bari!”).
Rastelli riparte dal 4-3-3, confermando l’idea di un Bari equilibrato ma con qualità e gamba sugli esterni. Rispetto alla gara di Coppa contro il Casarano, c’è una novità nell’undici titolare: Darboe prende posto dal primo minuto al posto di Colangiuli.
Davanti a Cerofolini, la linea a quattro sarà composta da Mane, Mantovani, Elia e Burgio, con il capitano a guidare il reparto. In mezzo al campo, il trio sarà formato da Darboe, Grgic e Maggiore: fisicità, equilibrio e piedi buoni per accompagnare la manovra. E poi il tridente, dove Rastelli punta su Butic, Gomez e Tribuzzi. Un attacco che promette movimento e imprevedibilità, con gli esterni chiamati ad allargare il gioco e a creare spazio per Gomez e Butic. La missione è cominciare con il piede giusto.
Interessante l’azione in avvio (6’) avviata da Burgio e conclusa (male) da Butic. La replica campana, un tentativo di Sava salvato da Cerofolini. Il solito Sava recupera una palla da Alberti e spara direttamente sul portiere (22’) che devia in corner. Sul fronte opposto, dopo la mezzora, cross di Mane un difensore manda in angolo. Il preludio del vantaggio barese: dalla bandierina, Mantovani raccoglie e sblocca il risultato con una bordata dalla distanza. I biancorossi rompono il ghiaccio al primo vero tiro nello specchio della porta ospite. Da rivedere, l’inzuccata di Macchi con palla che balla tra la linea di porta e Cerofolini. Dopo due minuti di recuperi si va al riposo sull’1-0.
Si riprende con l’ingresso di Mendicino per Darboe. All’11, annullato il gol del pareggio della Cavese per un fallo su Mane sulla linea di fondo. L’arbitro la rivede al Var e convalida la prima decisione. Forse, un campanello di allarme per la squadra di Rastelli. Dietro si subisce parecchio. Ma basta l’ingresso di Esposito per ravvivare la situazione. Suo l’assist al 21’ per l’inserimento vincente di Maggiore. Bari al raddoppio. Provvidenziale l’opposizione del portiere Boffelli su tiro franco di Butic. Gol che arriva a 5’ dal termine grazie ai neoentrati: sugli sviluppi di un’azione personale di Faggi, la rasoiata di Colangiuli supera di precisione Boffelli. Finisce qui. Si replica venerdì prossimo alle 21 per il secondo turno in casa del Barletta.
Le formazioni ufficiali di Bari e Cavese che scenderanno in campo alle ore 21 per la prima giornata del campionato di C:
BARI-CAVESE
Bari (4-3-3): Cerofolini, Mane, Mantovani (c), Elia, Burgio, Darboe, Grgic, Maggiore, Butic, Gomez, Tribuzzi. A disp.: Pissardo, Mezzapesa, Faggi, Mundo, De Lucia, Colangiuli, Scifoni, Polito, Mendicino, Legrottaglie, Cocetta, Esposito, Spadavecchia. All. M. Rastelli
Cavese (3-5-2): Boffelli, Awua, Alberti, Sava, Esposito, Orlando, Peretti, Cionek (c), Loreto, Macchi, Fusco. A disp.: Bertini, Asiatico, Visconti, Diarrassouba, Fella, Ponziglione, Nunziata, Personeni, Severino, Fiorin, Maiolo, Di Costanzo, Acerbo. All. C. Masitto.
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