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PUCINO NON SI NASCONDE: SECONDO GOL EVITABILE, ORA SERVE RABBIA

Il Bari rientra da Frosinone con un’altra sconfitta che appesantisce il bilancio stagionale, la quattordicesima su 31 gare, maturata contro un avversario di livello pur schierato con diverse soluzioni inedite. I biancorossi restano in partita per un tempo, mostrando ordine e applicazione, ma nella ripresa si smarriscono fino a produrre appena tre conclusioni complessive. Un ko che lascia la squadra inchiodata a ridosso della zona retrocessione. Nel post gara, lo spogliatoio diventa il luogo dell’analisi, tra lucidità e senso di responsabilità.

Il capitano Raffaele Pucino parte dall’episodio chiave del match, il 2-1 nato da una rimessa laterale: “L’ho rivisto col mister. Un peccato prendere gol in questa maniera, dopo un ottimo approccio alla partita. Non potevamo venire a dominare, contro un’ottima squadra spensierata per la posizione in classifica. Queste gare, tempo fa, le avremmo perse con un passivo più largo. Il 2-1 era evitabilissimo”.

Il contraccolpo mentale del secondo gol ha inciso sulla prestazione: “Il secondo gol ci ha spezzato le gambe, anche se poi ci sono state occasioni per ripartire. Ma non le abbiamo sfruttate, sbagliando l’ultimo passaggio. In queste partite, devi essere perfetto”.

Anche sul piano difensivo, la gara è stata letta con attenzione: “Spesso Oyono era sempre dentro il campo e rompeva il braccetto del lato sinistro. Loro avevano un atteggiamento molto offensivo anche nel difendere. Ci stava, al cospetto di un Frosinone importante”.

Lo sguardo, infine, è già rivolto al prossimo impegno: “A questo punto della stagione, dobbiamo arrivarci con fame, cattiveria e concentrazione massime. Una sfida di vitale importanza, da vincere con rabbia. Al San Nicola stiamo facendo punti e domenica dovremo confermarlo”.

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LONGO SI CONSOLA: CONTENTO DEL PIGLIO E DELL’APPROCCIO, PUNITI DA UNA INGENUITA’

Il Bari esce dallo Stirpe con un’altra sconfitta che pesa, non solo per il risultato ma per ciò che racconta sul momento della squadra. Il ko contro il Frosinone, il quattordicesimo in 31 giornate, certifica un passo indietro, arrivato al termine di una gara in cui la differenza tecnica dei ciociari (in versione sperimentale) è emersa con chiarezza, soprattutto nella ripresa. Dopo un primo tempo in cui i biancorossi avevano mostrato qualche timido segnale incoraggiante, la squadra si è progressivamente spenta, fino a non riuscire praticamente mai a rendersi pericolosa, chiudendo con appena tre conclusioni complessive nell’arco dei 95 minuti. La seconda sconfitta consecutiva in trasferta, dopo quella di Pescara e nel mezzo del successo sulla Reggiana, conferma un rendimento altalenante che continua a frenare la risalita. Con 31 punti in classifica, il Bari resta pienamente invischiato nella zona calda, incapace di dare continuità ai propri risultati e di trovare quella solidità necessaria per allontanarsi dalle posizioni più delicate.

In uno scenario reso ancora più complicato dalla crescita degli avversari, con il Frosinone rilanciato in chiave promozione diretta, lo sguardo si sposta ora nello spogliatoio biancorosso, dove emergono analisi, amarezze e la consapevolezza di un momento che richiede risposte immediate da parte del gruppo. Le parole di Moreno Longo: “Siamo venuti qua con la giusta mentalità e il giusto approccio. Si è fatto un primo tempo ribattendo colpo su colpo in una partita che sapevamo di superare momenti di sofferenza e ripartenze. C’è dispiacere per aver preso gol su una rimessa laterale. Una ingenuità. Non pupi regalare questo ad una squadra come il Frosinone. Con questa sbavatura, poi fai fatica a riprenderla. Sono contento del piglio con cui ha giocato la squadra. Ora ci prepariamo ad uno scontro importantissimo contro la Carrarese”. L’uscita di Rao: “Ci aveva chiesto il cambio a fine primo tempo. Una volta che ha detto di non averne più, lo abbiamo sostituito. Dickmann? Non può fare tre partite adesso. Ho scelto Mane per fare la fase difensiva. Stesso motivo per Braunoder per Artioli. Servivano più muscoli. Artioli era anche diffidato”. “Il Frosinone domina le partite. Ha grandi qualità, come Fini che è una riserva. Una situazione diversa dalla nostra. Il rammarico è anche la palla di Rao per fare il 2-1. Un rigore a quattro metri. Nessuna colpa, ma nell’economia della partita pesa. Faccio i complimenti al Frosinone, ma noi l’abbiamo affrontato col piglio giusto. Avremmo voluto portare via almeno un punto. Qualche partita fa, si poteva soccombere”.

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IL BARI GIOCA SOLO UN TEMPO E IL FROSINONE RINGRAZIA: BIANCOROSSI FERMATI 2-1 ALLO STIRPE

Frosinone-Bari 2-1

FROSINONE (4-3-3): Palmisani, Oyono A., Gelli J. (18’ st Monterisi), Calvani, Corrado (39’ st Bracaglia) Caló (c), Gelli F. (31’ st Koutsoupias), Cichella, Fini, Raimondo (39’ st Vergani), Fiori (18’ st Kvernadze). A disp.: Lolic, Pisseri, Ghedjemis, Gori, Oyono J., Masciangelo, Kone. All. M. Alvini.

BARI (3-4-2-1): Cerofolini, Pucino (c), Odenthal, Cistana, Mane (37’ st Stabile), Maggiore (27’ st Bellomo), Braunoder, Dorval (27’st Traore), Esteves (37’ st Gytkjaer), Rao (12’ st De Pieri), Moncini. A disp.: Pissardo, Pagano, Cavuoti, Dickmann, Nikolaou, Artioli, Çuni. All. M. Longo.

ARBITRO: Maresca di Napoli.

RETI: 2’ pt Rao; 8’ pt Fini; 8’ st Corrado.

NOTE: Rec. 1’ pt. e 5’ st.

di Pierpaolo Paterno

FROSINONE – Il Bari torna all’antico, almeno sul piano del risultato. Dallo Stirpe di Frosinone arriva la quattordicesima sconfitta stagionale su 31 partite giocate, seconda consecutiva in trasferta dopo il ko di Pescara intervallato dal successo sulla Reggiana. Uno stop legittimato dalla superiorità tecnica dei ciociari, da stasera in piena corsa per la promozione diretta in A. Il Bari, che le cose migliori le realizza nel primo dopo non avendo praticamente mai tirato in porta per tutto il secondo tempo (appena tre in tutto in 95’), resta impantanato a quota 31 del tutto invischiato nella zona retrocessione.

LA FORMAZIONE INIZIALE – Il Bari di Moreno Longo si presenta con un 3-4-2-1 fluido, costruito su equilibrio e capacità di adattarsi alle diverse fasi della gara: davanti a Cerofolini, la linea difensiva vede Raffaele Pucino capitano sulla destra con compiti più prudenti, mentre Mane sull’altro lato accompagna maggiormente la spinta, e in mezzo la coppia formata da Odenthal e Andrea Cistana garantisce fisicità e letture, con uno più aggressivo in uscita e l’altro più attento alla posizione. A centrocampo Giulio Maggiore è il riferimento per ordine e costruzione, affiancato da Braunoder che lavora soprattutto in interdizione e da Dorval che aggiunge corsa e inserimenti, rendendo il reparto dinamico e continuo nelle due fasi. Davanti, invece, il tridente formato da Esteves, Rao e Gabriele Moncini è pensato per attaccare gli spazi, con gli esterni larghi pronti a puntare l’uomo e accentrarsi e Moncini a fare da perno offensivo tra gioco spalle alla porta e finalizzazione, il tutto dentro un sistema che in possesso tende ad allargarsi e occupare l’area con più uomini mentre senza palla si compatta abbassando gli esterni, segno di una squadra che cerca sì equilibrio ma con l’idea chiara di essere pericolosa soprattutto sfruttando le corsie laterali.

LA PARTITA – Sotto una pioggia battente, nemmeno il tempo di cominciare e Bari già in vantaggio dopo 2’: sgroppata di Moncini sulla destra e palla al centro per il solito Rao che batte al volo il portiere di casa. Sesto gol personale per il fantasista biancorosso. La reazione del Frosinone non si fa attendere. L’avvio è vibrante ed i ciociari pareggiano poco dopo capitalizzando un’azione personale di Fini che si beve tutta la difesa biancorossa e piazza il destro alle spalle di Cerofolini (tutt’altro che reattivo). Laziali vicini al raddoppio al minuto 12: rovesciata di Gelli con Cerofolini in corner.

Frosinone in assoluto controllo e dominio del match, con il Bari fermo sulla difensiva. Ma l’occasionissima capita al 31’ sui piedi di Rao che – raccolta una palla carambolata in area – spara su Palmisani. Poco dopo, ci prova Dorval a colpo sicuro. Il Frosinone se la cava con un salvataggio sulla linea. Dopo un minuto di recupero si va al riposo. Il Bari tiene.

Si riprende senza cambi. E col Frosinone in vantaggio sfruttando un errore su fallo laterale dei pugliesi: assist di Fini e chiusura rasoterra di Corrado. Biancorossi colpiti con una ingenuità disarmante. Quasi seduta stante, Longo rinuncia a Rao – di sicuro il migliore tra i baresi – sostituendolo con De Pieri. Un cambio tutto da decifrare. A un passo dalla doppietta e dal tris di casa, l’incontenibile Fini inscena l’ennesima serpentina tra i difensori ospiti. Al tiro, Cerofolini ci mette un piede e devia in angolo. Estremo difensore barese che si oppone d’istinto anche ad una incornata di Raimondo. Nel Bari, intanto, entrano anche Traore e Bellomo per Dorval e Maggiore. Longo chiude con due punte, gettando nella mischia anche Gytkjaer. Gara in archivio con un tris sfiorato da Monterisi. Il Bari torna a casa all’asciutto. Domenica si torna al San Nicola per lo scontro salvezza contro la Carrarese.

foto sscbari

 

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FROSINONE-BARI, LE FORMAZIONI UFFICIALI: MANE, BRAUNODER E PUCINO DAL 1′

FROSINONE-BARI

Frosinone (4-3-3): Palmisani, Oyono A., Gelli J., Calvani, Bracaglia, Caló (c), Gelli F., Cichella, Fini, Raimondo, Fiori. A disp.: Lolic, Pisseri, Ghedjemis, Koutsoupias, Gori, Kvernadze, Oyono J., Monterisi, Masciangelo, Bracaglia, Vergani, Kone. All. M. Alvini.

Bari (3-4-2-1): Cerofolini, Pucino (c), Odenthal, Cistana, Mane, Maggiore, Braunoder, Dorval, Esteves, Rao, Moncini. A disp.: Pissardo, Pagano, Gytkjaer, Bellomo, Cavuoti, Dickmann, Stabile, Nikolaou, De Pieri, Traore, Artioli, Çuni. All. M. Longo.

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BARI, 24 CONVOCATI PER FROSINONE

Sono 24 i biancorossi convocati da Longo per la sfida di stasera al Frosinone. Tornano a disposizione Marvin Çuni e Giacomo Stabile, mentre non saranno tra i disponibili Riccardo Burgio, Ebrima Darboe, Valerio Mantovani (a seguito di un colpo al polpaccio subito durante la seduta di rifinitura), Kevin Piscopo e Matthias Verreth. Sono 24 i biancorossi convocati:

 

PORTIERI: 1.PISSARDO, 12.MARFELLA, 31.CEROFOLINI

 

DIFENSORI: 24.DICKMANN, 25.PUCINO, 26.ODENTHAL, 30.MANE, 37.STABILE, 43.NIKOLAOU, 51.CISTANA, 93.DORVAL

 

CENTROCAMPISTI: 8.PAGANO, 18.MAGGIORE, 19.ESTEVES, 27.BRAUNODER, 66.TRAORE, 80.ARTIOLI

 

ATTACCANTI: 9.GYTKJAER, 10.BELLOMO, 11.MONCINI, 17.RAO, 20.CAVUOTI, 49.DE PIERI, 90.ÇUNI

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FROSINONE-BARI, LE PROBABILI FORMAZIONI

Frosinone-Bari

FROSINONE (4-3-3): 22 Palmisani; 20 Oyono A., 6 Gelli J., 3 Calvani, 19 Corrado; 14 Caló, 8 Koutsoupias, 16 Cichella; 7 Ghedjemis, 9 Raimondo, 17 Kvernadze. 12 Lolic, 80 Fiori, 92 Kone, 32 Masciangelo, 90 Vergani, 10 Gelli, 79 Bracaglia, 30 Monterisi, 21 J. Oyono, 11 Gori, 75 Pisseri, 40 Fini. A disp. All. Alvini

BARI (3-4-2-1): 31 Cerofolini; 51 Cistana, 26 Odenthal, 13 Mantovani; 24 Dickmann, 18 Maggiore, 80 Artioli, 93 Dorval; 19 Esteves, 17 Rao; 11 Moncini. A disp. Pissardo, 28 Piscopo, 20 Cavuoti, 8 Pagano, 9 Gytkjaer, 10 Bellomo, 25 Pucino, 27 Braunoder, 30 Mané, 43 Nikolaou, 49 De Pieri, 66 Traore, 90 Cuni, 29 Verreth. All. Longo.

ARBITRO: Maresca di Napoli.

DOVE VEDRLA: Dazn e LaB Channel.

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MANTOVANI VOTA LA FIDUCIA: IL BARI È VIVO, ORA PROVA DI MATURITÀ A FROSINONE

BARI – Ritrovare se stessi e mandare un segnale al campionato. Il Bari riparte dal netto successo sulla Reggiana per rilanciare la propria corsa salvezza, ma ora è chiamato a dare continuità nella difficile trasferta infrasettimanale di Frosinone. A fare il punto è Valerio Mantovani, tra i protagonisti della ritrovata solidità biancorossa e sempre più riferimento nello scacchiere di Moreno Longo.

Il difensore romano, tornato in Puglia a gennaio, sottolinea subito il valore della reazione dopo il crollo di Pescara: “Era importante riscattarsi dopo una brutta prova come quella di Pescara. Non eravamo noi, ma dovevamo confermare le prestazioni positive contro Padova, Sampdoria ed Empoli. E dare un segnale alla piazza e a noi stessi. La sconfitta di Pescara non era da noi. Il Bari è una squadra viva. Lo dimostrano le ultime quattro partite in cui si sono messe insieme tre vittorie. Un dato importante. Andiamo a Frosinone sicuri dei nostri mezzi, con l’umiltà e la consapevolezza di chi lotta per un obiettivo importante da raggiungere”.

Il successo contro la Reggiana ha restituito fiducia e compattezza a un gruppo che ora vuole evitare nuovi passaggi a vuoto. Mantovani, però, invita a restare concentrati su ciò che conta davvero: “Per me Bari è un posto che rimane dentro. Mi sarebbe piaciuto arrivare prima di gennaio. L’importante è che adesso sono qui e sono molto contento. Non è mai troppo tardi. Ci si aspettava un campionato diverso, ma durante il percorso puoi ritrovarti in posizioni non giustificate. Conta ora raggiungere l’obiettivo tutti insieme, essere positivi e renderci conto che le prossime partite saranno veramente fondamentali”.

Dopo un periodo iniziale necessario per ritrovare la migliore condizione fisica, Mantovani è diventato uno dei punti fermi della difesa e ha indossato anche la fascia da capitano: “Venivo da un lungo stop e avevo bisogno di qualche settimana in più per rimettermi in careggiata rispetto agli altri compagni arrivati già più pronti. Mi sento di dire che dobbiamo essere compatti, squadra, tifosi e stampa, per cancellare i pensieri negativi che potrebbero invece destabilizzare tutto l’ambiente. Così possiamo riscattare un’annata che sicuramente non è stata all’altezza del Bari”.

Nel percorso di crescita della squadra si inserisce anche l’esplosione di giovani come Rao, sempre più incisivo nelle ultime uscite: “Sappiamo che Emanuele è un ragazzo molto giovane e promettente. Un giocatore che sta facendo cose importanti e sta dando continuità alle sue prestazioni. Un calciatore in cui noi compagni crediamo molto, sapendo che sul piano tecnico è tanta roba. Deve rimanere coi piedi per terra e non va responsabilizzato esageratamente. Farlo sentire importante, ma non caricarlo di eccessivi pesi vista la sua giovane età”.

Il ricordo della sconfitta di Pescara resta ancora vivo, ma viene trasformato in un monito: “Quella in Abruzzo è una sconfitta che ha fatto malissima, di quelle che lasciano delle cicatrici. Soprattutto perché arrivata dopo due vittorie consecutive e convincenti. Trovare una motivazione per questo è difficile. Più che altro è stata la maniera in cui si è perso. Cioè, malamente. L’importante era riscattarsi contro una diretta concorrente e con una grandissima prestazione. Pescara ci lascia qualcosa dentro per far sì che non si ripeta più. Deve servire da esempio per non ripetere gli stessi errori”.

All’orizzonte c’è ora il Frosinone, squadra in piena corsa per la Serie A e dotata di grande qualità offensiva: “Un ottimo giocatore, sta facendo grandissime cose. Ma tutto il reparto offensivo del Frosinone sta facendo cose grandi. Un avversario che rispetto all’anno scorso ha cambiato quattro giocatori rispetto al gruppo che l’anno scorso ha attraversato forti difficoltà. Quest’anno, quasi con la stessa intelaiatura, sta facendo un grandissimo campionato. Come si ferma? Lottando come fatto nelle ultime partite che ci hanno portato nove punti. Servono lotta e intelligenza, il lavoro di squadra e non dei singoli”.

Nel percorso di crescita del Bari, un ruolo chiave lo gioca anche Moreno Longo, tecnico con cui Mantovani ha un legame speciale: “Il mister è una persona che nel mio percorso calcistico ha significato tanto. E’ stato fondamentale per riportarmi a Bari. E’ un grandissimo motivatore, non lascia nulla al caso e cura molto i dettagli. Quando si arriva in una squadra dove manca qualcosa a livello emotivo, è la persona giusta per svegliare qualcosa che c’è dentro”.

Alle spalle, per il difensore, una parentesi complicata a Mantova: “Ognuno fa le valutazioni che crede. Se qualcuno pensa che io possa giocare meglio a tre che a due, va bene. Il calcio è fatto di scelte. Non faccio polemica. A Mantova, dopo sette partite ho subito un brutto infortunio. La mia stagione col Mantova è durata un mese e mezzo. Non ho avuto nemmeno il tempo di dimostrare il mio valore. Quando Longo è arrivato a Bari, sono stato contento della sua chiamata. Essere qui è un onore”.

In campo, l’intesa con i compagni di reparto cresce con il passare delle partite: “Non li devo presentare io. Due elementi importanti. Odenthal veniva da un campionato vinto col Sassuolo e aveva fatto bene col Como. Idem Cistana, ma anche Pucino e Nikolaou. L’intesa si crea giocando insieme. Più si gioca insieme e più cresce, basta uno sguardo. E’ gente umile che lavora tutti i giorni in maniera seria”.

Tra obiettivi di squadra e motivazioni personali, Mantovani guarda avanti con determinazione: “La società e Di Cesare mi hanno fatto veramente contento, prendendomi a titolo definitivo nonostante venissi da un infortunio serio. Per me è un grande segno di fiducia nei miei confronti. Cerco di ripagarli sul campo, raggiungendo l’obiettivo”.

E poi l’emozione della fascia: “Unica, perché il Bari rappresenta qualcosa di grande. Basti pensare solo al pre Pescara e ai tifosi venuti allo stadio per la finitura. Un onore. Sono davvero felice e senza parole”.

Archiviata la prova convincente contro la Reggiana, il Bari è ora atteso da una verifica di maturità. A Frosinone serviranno conferme, perché la strada verso la salvezza passa dalla capacità di dare continuità ai segnali lanciati nell’ultima uscita.

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BARI, PISCOP0 TORNA IN GRUPPO: DIFFERENZIATO PER DARBOE, VERRETH E CUNI

Allenamento mattutino per il SSC Bari guidato da Moreno Longo, impegnato nella preparazione della prossima trasferta contro il Frosinone Calcio. La seduta odierna ha portato con sé una buona notizia per lo staff tecnico biancorosso: Gennaro Piscopo è tornato ad allenarsi regolarmente con il gruppo dopo i problemi fisici delle ultime settimane.

L’esterno offensivo ha svolto l’intera seduta con i compagni, segnale positivo in vista dei prossimi impegni di campionato e possibile rientro tra i convocati. L’allenamento si è svolto tra esercitazioni atletiche e lavoro tecnico-tattico, con particolare attenzione alla gestione delle energie dopo le ultime gare ravvicinate.

Programma personalizzato invece per alcuni elementi della rosa. Hanno lavorato a parte Ebrima Darboe, Jasper Verreth e Arijon Cuni, impegnati in sedute differenziate per smaltire piccoli acciacchi e ritrovare la migliore condizione. Per altri giocatori lo staff ha previsto una semplice gestione dei carichi.

Il programma della vigilia prevede domani la conferenza stampa del direttore sportivo Marco Mantovani, prima della partenza della squadra verso Frosinone, dove i biancorossi affronteranno una gara delicata nel finale di stagione. L’obiettivo del Bari resta quello di dare continuità ai risultati e muovere la classifica in un momento chiave del campionato.

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RAO E DICKMANN SUONANO LA CARICA: IL BARI È VIVO, DOBBIAMO CONTINUARE A LOTTARE

BARI – Dalla caduta alla reazione. Nel calcio, a volte, basta lo spazio di pochi giorni per cambiare completamente il volto di una squadra. Al San Nicola il Bari si rialza con un colpo di reni deciso, cancellando la ferita ancora fresca della pesante sconfitta di Pescara. Contro la Reggiana arriva una risposta forte: quattro gol, autorità e una vittoria che restituisce ossigeno alla classifica e, soprattutto, un po’ di fiducia a un gruppo chiamato a dimostrare di essere ancora pienamente dentro la lotta per la permanenza in categoria.

Il successo maturato davanti al pubblico di casa è il segnale di una squadra che, dopo una settimana complicata e segnata anche dal ritiro, ritrova compattezza e concretezza. Il Bari colpisce con decisione e costruisce il largo risultato grazie al primo centro in biancorosso di Artioli, alla doppietta di Rao e alla rete di Moncini, firmando una prestazione convincente per intensità e qualità del gioco. Una partita condotta con sicurezza dall’inizio alla fine, proprio quella che l’ambiente attendeva per scacciare dubbi e paure.

Nel dopo gara l’atmosfera negli spogliatoi è più serena, ma senza eccessi di entusiasmo. La consapevolezza è chiara: la strada verso la salvezza resta lunga e piena di insidie. Tuttavia, tra i protagonisti emerge la sensazione di aver riattivato meccanismi che nelle ultime settimane sembravano essersi inceppati.

Tra i volti della serata c’è Emanuele Rao. Schierato alle spalle di Moncini insieme a Esteves, il giovane trequartista firma due reti che lo portano a cinque centri stagionali dopo quelli segnati contro Cesena, Südtirol ed Empoli. Una crescita evidente per il talento biancorosso, che nel post partita non nasconde la propria soddisfazione: “Sono contento di come sta andando la stagione – ammette il ventenne biancorosso -. L’anno scorso giocavo meno e ora cerco di sfruttare le mie carte. Ho sempre continuato a lavorare e anche in allenamento ho sfruttato ogni momento. Poi è arrivato Longo. Mi ha dato fiducia. Spero di ripagarlo”.

Per Rao la serata ha anche un valore speciale dal punto di vista personale: “Sono contento per la prima doppietta da professionista – sottolinea Rao – anche per i miei genitori venuti al San Nicola. La posizione in campo? Il mister mi fa svariare molto. Va bene così. Con Dorval, poi, è facile scendere in campo insieme. Adesso, dopo la disfatta di Pescara, ci siamo rialzati. Non dobbiamo mollare nulla. Ci siamo dentro con la testa per rosicchiare più punti possibili per la salvezza. Anche i miei gol servono. Non ho fatto ancora niente. Bellissimo l’applauso dei tifosi al momento della sostituzione”.

Sulla stessa linea anche Lorenzo Dickmann, tornato in campo dopo un periodo complicato dal punto di vista fisico. L’esterno racconta il proprio rientro e le difficoltà superate nelle ultime settimane: “Sono felice perché torno in campo dopo un mese. Ho avuto dei problemi al ginocchio che ancora mi dà fastidio. Sono sulla via giusta”.

Per il laterale biancorosso, la reazione della squadra dopo il pesante ko di Pescara non era affatto scontata, ma il Bari ha dimostrato di avere la giusta mentalità per ripartire: “Non era scontato, dopo il brutto 4-0 di Pescara. Abbiamo approcciato benissimo e l’abbiamo subito sbloccata. La squadra ha reagito, ha risposto bene ed è sempre stata presente. Fino a quattro partite fa si parlava di quattro punti dalla salvezza. Ora siamo tutte lì e la lotta è aperta a tante squadre. Servono la giusta tensione e testa perché tutto è possibile”.

Il momento positivo della squadra è testimoniato anche dal bottino raccolto nelle ultime gare, con dieci punti conquistati in cinque partite. Un segnale incoraggiante che, secondo Dickmann, deve essere accompagnato da continuità e spirito di gruppo: “Il Bari è vivo. Non dobbiamo più inciampare. Le partite vanno portate a casa, o almeno pareggiate. L’intesa con Esteves? Un ragazzo forte. L’intesa è buona. Il gol di Rao lo dimostra. Come la voglia di stare in campo che mi mancava. Dobbiamo remare tutti dalla stessa parte. Siamo un’unica famiglia e dobbiamo andare tutti avanti”.

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LONGO SE LA GODE: RISPOSTA ARRIVATA, ORA EQUILIBRIO E LOTTA FINO ALL’ULTIMO SECONDO

Dal baratro di Pescara alla serata della riscossa. Nel calcio basta poco per cambiare la direzione di una storia, e al San Nicola il Bari trova la forza di voltare pagina nel modo più netto possibile. Una settimana dopo il pesantissimo 4-0 incassato all’Adriatico, i biancorossi restituiscono la pariglia con un 4-1 alla Reggiana nello scontro diretto della 30ª giornata, firmando una vittoria che vale molto più dei tre punti.

Il poker costruito da Artioli, dalla doppietta di Rao e dalla spizzata di Moncini racconta di una squadra finalmente aggressiva, lucida e determinata, capace di reagire con orgoglio alle critiche e alle tensioni degli ultimi giorni. Una prova di carattere che consente alla formazione di Moreno Longo di salire a quota 31 punti, restando dentro il groviglio della lotta salvezza ma con rinnovata fiducia.

Il risultato, maturato già nei primi quindici minuti e poi consolidato nella ripresa, ha il sapore di una liberazione collettiva. Il Bari ritrova gol, entusiasmo e una certa solidità mentale, mostrando quella concretezza che nelle ultime settimane era mancata troppo spesso. Un segnale forte, che dà continuità anche alle precedenti vittorie contro Sampdoria ed Empoli e che restituisce un minimo di serenità all’ambiente.

Nel dopo gara, tra sorrisi finalmente distesi e parole ancora intrise di prudenza, Moreno Longo (quarta vittoria sulla panchina del Bari in questa stagione) racconta il pomeriggio della rinascita. Il mister si gode la reazione della sua squadra, ma invita tutti a mantenere i piedi per terra. Il tecnico biancorosso parte proprio dal segnale dato dal gruppo dopo la pesante sconfitta della settimana precedente: “Volevamo la risposta ed è arrivata. La squadra ha reagito dopo Pescara e non era scontato. Siamo soddisfatti di questa vittoria. Ci fa stare dentro al gruppone per la salvezza. Lo viviamo con equilibrio. Non dobbiamo buttare a mare tutto dopo la brutta sconfitta di Pescara. Abbiamo fatto dieci punti nelle ultime cinque giornate. Si va avanti con equilibrio”.

Il tema dell’atteggiamento resta centrale nell’analisi dell’allenatore, soprattutto alla luce della prestazione completamente diversa rispetto a quella offerta in Abruzzo: “Per vincere devi sempre approcciare con la base fatta di senso di appartenenza, voglia coraggio e tutti i termini che volete. Senza di quella, si parla di niente. Così riprendi il cammino positivo”.

Tra gli aspetti tattici più riusciti della serata, Longo sottolinea il lavoro sviluppato sulle corsie laterali, che ha creato molti dei presupposti offensivi del Bari: “Abbiamo lavorato tanto sotto questo aspetto. Contento di come l’abbiamo sviluppato nel corso della gara. Erano le situazioni da creare. Bravi i ragazzi a farlo”.

Il tecnico biancorosso allarga poi lo sguardo all’intero gruppo, ricordando quanto sia fondamentale il contributo di tutti in un momento della stagione così intenso: “Abbiamo bisogno di tutti. Fra tre giorni rigiochiamo di nuovo. Piscopo non l’avete visto oggi perché ieri nella rifinitura pre gara si è fermato di nuovo. Non lo volevamo rischiare. Dickmann ha stretto i denti”.

Il prossimo impegno è già dietro l’angolo, con la trasferta di mercoledì a Frosinone, ma Longo preferisce concentrarsi prima sul valore del successo appena conquistato: “Ne parliamo domani mattina. E’ il momento di dare valore alla vittoria contro la Reggiana”.

Infine, uno sguardo alla lotta salvezza, sempre più affollata e incerta: “Meglio ce ne sono e meglio è. Nessuno ha partite semplici. Sarà sempre sul filo di lana. Dobbiamo stare dentro sino all’ultimo secondo dell’ultima giornata”.